Mascherine all'aperto, quando potremo toglierle? Sileri: «Ecco la data. Italia in zona bianca come l'Inghilterra»

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Con l'arrivo del primo caldo e temperature quasi estive in tutta Italia, una domanda sorge spontanea: quando potremo toglierci le mascherine almeno all'aperto? Secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, quando arriveremo a 30 milioni di persone con almeno una dose di vaccino. Lo ha detto lo stesso Sileri questa mattina a 24 Mattino, su Radio 24 in cui ha detto che «per la quota di persone che non vuole vaccinarsi serviranno campagne di informazione. Ma attenzione, la presenza di un Green Pass, che ti consente la mobilità, di muoverti, sarà un ulteriore stimolo alla vaccinazione».

 

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 «Togliersi la mascherina all'aperto? Concordo con questa ipotesi, quando saranno raggiunti i 30 milioni (la metà della popolazione target) con almeno una dose di vaccino, bisognerà aspettare 3 settimane per avere una buona protezione, allora è chiaro che anche la mascherina all'aperto dove non c'è assembramento credo sia sensato mettersela in tasca e rimettersela in faccia quando c'è assembramento e rischio», ha detto Sileri. Attualmente le somministrazioni sono poco più di 24 milioni e sono 7 milioni gli italiani che hanno ricevuto entrambe le dosi.

 

Coprifuoco alle 23 o 24

 

Sì ad uno spostamento del coprifuoco, ma non alla sua abolizione, è l'opinione di Sileri. «Fra le 23 e le 24, io direi mezzanotte, entro un paio di settimane e continuando a controllare i numeri. Aspetterei questa settimana per vedere venerdì la solita valutazione settimanale ma poi tempo due settimane credo che possa essere spostato a mezzanotte». In merito alla abolizione invece Sileri si è mostrato più cauto: «Ci sono sempre i rischi di ulteriori eventi di aggregazione. Andiamo per gradi, cerchiamo di non correre troppo, già spostarlo a mezzanotte credo che sia buono vediamo poi a giugno quello che accadrà, quando avremmo raggiunto 30 milioni di persone vaccinate con la prima dose, dopo tre settimane dal raggiungimento di queste 30 milioni, allora è chiaro che si potrà fare qualche ulteriore passo in avanti».

 

«A metà giugno Italia in zona bianca»

 

In una intervista stamattina al Corriere della Sera, Sileri aveva detto inoltre: «Capisco le persone e il bisogno di ricominciare a fare una vita normale, serve ancora pazienza per 2-3 settimane, aspettare che si concludano le vaccinazioni di tutti gli over 80 e che si arrivi a 30 milioni di italiani coperti con almeno la prima dose di vaccino», le sue parole in cui richiama alla prudenza e all'attenzione perché «in giugno anche noi saremo come la Gran Bretagna».

 

E sul Messaggero si spinge a dire che per metà giugno l'Italia si aspetta che ci siano 30 milioni di persone già con prima dose e il Paese possa essere in bianco. Nel frattempo - osserva - bisogna «continuare a rispettare le regole: mantenere la mascherina; rispettare il distanziamento; pulire sempre le mani; non assembrarsi». «L'unica cosa che temo davvero è che vaccinati anche i trentenni, si penserà che il virus sia scomparso e in pochi sotto i 30 anni si vaccineranno», fa presente dicendo che per la vaccinazione ai più piccoli «dipende dal lavoro di ricerca delle aziende farmaceutiche, ma forse per settembre potrebbe far partire la vaccinazione anche dei 12-16enni».

 

Sileri chiede di «riaprire anche se i contagi dei giovani cresceranno» e sul coprifuoco dice che «tra due settimane il limite delle 22.00 si potrà spostare» ribadendo che «l'indice Rt deve pesare di meno». Ecco cosa si aspetta: «Entro due settimane tutte le Regioni in fascia gialla e il coprifuoco alle mezzanotte. E i ristoranti potranno lavorare anche al chiuso. A metà giugno, quando 30 milioni di italiani avranno ricevuto la prima dose, allora vedremo anche Regioni in fascia bianca». Poi fa presente che i contagi «con le riaperture aumenteranno, nelle prossime settimane, i nuovi positivi, ma solo per le fasce di età più giovani, come avvenuto nel Regno Unito e in Israele».

 

Dobbiamo «comunque vigilare e a questo, lo ripeto, serve il sistema dei colori. E soprattutto questa estate dovremo fare di tutto per convincere anche i più giovani a vaccinarsi». Sul green pass anche a chi ha ricevuto una dose: «sono favorevole, ma a una condizione. Bisognerà comunque verificare, con il test sierologico, se la persona che ha ricevuto la prima dose abbia effettivamente sviluppato gli anticorpi in modo consistente. A quel punto, è giusto rilasciare il green pass».


Ultimo aggiornamento: Martedì 11 Maggio 2021, 15:17
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