Marco Vannini, a Le Iene gli infermieri: «Ci fu impedito di soccorrerlo». Cosa accadde quella notte

La trasmissione di Italia 1 Le Iene ha intervistato i due infermieri che quattro anni fa soccorsero Marco Vannini, il ventenne di Cerveteri morto in seguito ad un colpo di arma da fuoco nella villetta dei genitori della fidanzata Martina Ciontoli a Ladispoli. Per la sua morte la sentenza d’appello ha visto la riduzione della pena da 14 a 5 anni per il papà di Martina, con la rabbia della famiglia di Marco e l’indignazione di tanti.

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Ilaria e Christian, i due infermieri, hanno raccontato i momenti terribili passati dentro quella casa nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015: «Avrei voluto fare di più se me lo avessero concesso, ma siamo stati ingannati», dice Ilaria. «Siamo scesi dall’ambulanza e ho chiesto a Martina cosa fosse successo. Lei mi ha detto ‘Non so, non c’ero, sono appena arrivata’». Poi l’incontro con Antonio Ciontoli, che le avrebbe parlato di un ragazzo colto da un attacco di panico.

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Insomma, al colpo di arma da fuoco nessuno accennava. Anzi, sempre secondo i due infermieri, Antonio Ciontoli avrebbe detto che con Marco stava scherzando su una partita di calcio quando «è scivolato, si è ferito con un pettine a punta ed è stato poi colto da un attacco di panico». Solo al Pronto Soccorso poi l'uomo raccontò dello sparo. «Abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava e che non si trattava di un attacco di panico, perciò abbiamo portato il codice da verde a rosso», continua Ilaria.



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Quella ferita non sembrava un foro di un proiettile: «C’era un buchino piccolissimo, era pulito, quasi cicatrizzato, come una bruciatura di sigaretta. E Marco non era sporco di sangue», continua l’infermiera, che però insieme al collega lamenta di non aver potuto fare al meglio il suo lavoro: «Nell’emergenza esiste la golden hour, nella quale se si raccolgono tutte le informazioni si agisce per tempo. Questo a noi però è stato impedito».
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 15:58
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