Incidenti, la strage dei bambini: genitori distratti dal telefonino e cinture slacciate, così muoiono i piccoli sulle strade
di Paolo Travisi

Incidenti, la strage dei bambini: genitori distratti dal telefonino e cinture slacciate, così muoiono i piccoli sulle strade

Distratti dal telefonino ma anche incoscienti, perchè solo un genitore su 2 - quando è in auto - assicura i bambini allacciandoli alle cinture. Nel 2017, in Italia, 43 piccoli di età compresa fino ai 14 anni, hanno perso la vita a causa di incidenti stradali. In Europa sono stati 593, nel mondo oltre 110 mila secondo i dati diffusi dal Rapporto sulla sicurezza stradale di Dekra. Ancora più pesante il numero di incidenti non mortali in cui sono coinvolti bambini nella fascia 0-14. Per il Ministero dei Trasporti, nel 2017 sono stati 8.396 i piccoli feriti, anche gravi. 

Leggi anche> Roma, incidente al Colosseo: muore 40enne in scooter

Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia, punta il dito: «L’80% delle baby vittime di incidenti è all’interno delle auto, quindi la responsabilità è di chi guida». E tre sono le principali cause di mortalità. In testa «la distrazione da smartphone, che provoca circa il 90% di questi incidenti», soprattutto perché usato non per telefonare - e questo è il dato più allarmante - ma «per scrivere su social, chat e mail mentre si è al volante». Le altre due cause scatenanti riguardano il seggiolino, obbligatorio fino ai 12 anni di età e 1,50 metri di altezza, che «non è posizionato nel modo giusto o non è assicurato dalle cinture». Infatti, stando alle statistiche del Ministero dei Trasporti, solo il 47% degli italiani li usa ed in modo corretto. 

Ancora. Secondo il Rapporto Dekra, sono tre i momenti in cui i bambini sono più esposti al pericolo di incidenti: nel tragitto verso la scuola al mattino, al ritorno nel pomeriggio e di venerdì (quando aumenta il traffico del week-end). Con un protagonista su tutti: il taxi-genitore. «Per portare i bambini a scuola, si ferma l’auto in modo disordinato, creando ingorghi e con la fretta di andare al lavoro, il rischio di incidenti aumenta», sottolinea Purcaro. Allora cosa fare per portare a zero il numero di vittime? «Migliorare la manutenzione delle strade, realizzare attraversamenti pedonali a misura di bambino, disegnando palloncini vicino alle scuole, normare la mobilità leggera (monopattini) prima che ci siano vittime». Fondamentale resta l’adeguamento dei veicoli, dotati di tecnologia obsoleta. Più le auto sono vecchie, più sono pericolose. Solo un terzo è dotato di sistemi di assistenza alla guida avanzati. 
Lunedì 11 Novembre 2019, 08:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA