Belgio, via il sesso dai documenti: la proposta di legge fa discutere anche in Italia

La proposta di legge pro-Lgbt fa discutere in tutta Europa

Belgio, via il sesso dai documenti: la proposta di legge fa discutere anche in Italia

In Belgio c'è una proposta di legge che fa già discutere tutta Europa: quella di togliere l'indicazione del sesso, o genere, dai documenti di identità. Si tratta di una proposta di legge pro-Lgbt, firmata anche da alcuni ministri e che potrebbe superare l'impasse successiva alla sentenza della Corte costituzionale belga, che nel 2019 aveva bocciato una legge pro-trans.

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L'obiettivo dei firmatari della proposta di legge è quello di rendere i documenti ufficiali più inclusivi rispetto alla scottante tematica del 'gender-fluid'. In Belgio si sta discutendo se introdurre la possibilità di aggiungere una X oltre alle indicazioni dei sessi maschile e femminile, oppure togliere direttamente l'indicazione del genere. La proposta di legge fa discutere tutta Europa, compresa l'Italia.

Sesso, Maria Giovanna Maglie: «Follia, stop all'ideologia iper-progressista»

L'idea del Belgio di togliere il sesso dalla carta d'identità è soltanto l'ultimo tassello di un processo più ampio che mira a fomentare «la deriva iper-progressista». Deriva che va contrastata dalla maggioranza la quale dovrebbe «imporre la linea del rispetto dell'Occidente, della sua storia, della sua identità e della sua tradizione». Maria Giovanna Maglie respinge così l'iniziativa belga e, parlando con l'AdnKronos, invoca una reazione chiara e netta perché «la passività rende le vittime consenzienti rispetto ai carnefici». Per la giornalista gli elementi di questa deriva «ci sono tutti: sono partiti dai paesi anglosassoni e ora si stanno diffondendo in un'Unione Europea priva di spina dorsale e di principi. Un'Unione nata per ribadirli e cresciuta per ammazzarli. Siccome non è una maggioranza a pensarla così, ma al contrario è una rumorosa dominante minoranza, spetterebbe alla maggioranza protestare e imporre la linea del rispetto dell'Occidente. Se non lo fa è complice. Esistono le responsabilità dei popoli e delle nazioni. La passività rende le vittime consenzienti rispetto ai carnefici» «Ritengo che - prosegue la giornalista - questa serie di iniziative appartenga da una parte alla demenza di molti di coloro che ne sono protagonisti e, dall'altra parte, sia fomentata da personaggi che hanno interesse a fare crescere la deriva iperprogressista della nostra comunicazione e della nostra cultura anche a costo di distruggere la storia». Iniziative tra le quali la Maglie annovera «l'idea del fluid gender, il tentativo dell'abolizione del Natale, il tentativo di abolire Maria e Giovanni, l'abbattimento di statue». «Il tentativo di abolire il 'buon Natale' - riflette ancora - è abortito ma, come si vede, ne seguono altri di vario genere. Non mi scandalizzo tanto per il Belgio perché, non più tardi di una settimana fa, ho letto che lo storico liceo Cavour di Torino ha abolito la desinenza, la 'à e la 'ò dalla pratica quotidiana della scuola». Questo significa per la Maglie che «la gravità di certe cose è già presente e si sta insinuando». Per la giornalista, infine, «lo scandalo dell'utero in affitto, i bambini considerati come prodotti di un negozio, la rottura di qualunque cordone ombelicale tra madre e figlio, perché una ovula, un'altra lo porta in grembo e un'altra ancora se lo prende, sono snaturamenti della nostra cultura e della storia e delle tradizioni dell'Occidente».

Sesso, Sgarbi: «Toglierlo è erosione dei valori cristiani»

«Cancellare il sesso dai documenti è una iniziativa che fa il paio con quella tentata dalla Commissione Europea sul Natale, è una erosione dei valori cristiani». Così Vittorio Sgarbi, leader del movimento Rinascimento, commenta all'AdnKronos l'iniziativa del Belgio di omettere il sesso nella carta d'identità, che potrebbe fare da battistrada a una analoga iniziativa della Ue. Per Sgarbi, «è da condannare l'idea di sradicare dati culturali, che potrebbero anche essere politicamente non corretti ma che rappresentano per il mondo cristiano quei valori che invece il mondo islamico non accetterebbe mai di cancellare». Sottolinea Sgarbi: «I musulmani non rinuncerebbero mai alle loro prescrizioni, se i cristiani ci rinunciano è chiaro che saranno sopraffatti: fra cento anni saremo tutti islamizzati. Se i valori cristiani sono valori 'relativì è anche perché sono appunto 'in relazionè con la nostra cultura, con la nostra visione della vita e della società e dunque sono valori relativi ma fondanti della nostra civiltà e della nostra cultura». 

Sesso, Luxuria: «Inutile saperlo per votare o pagare le tasse»

«Quando compilo l'F24 per pagare le tasse si richiede, oltre a nome e cognome, di barrare la casella M o F. E io mi sono sempre chiesta...se pago le tasse, le pago. Punto. Perché interessa all'Agenzia delle Entrate sapere se sono maschio o femmina. Stessa cosa vale per il voto. Quando si va a votare perché ci deve essere la suddivisione maschio-femmina?». Vladimir Luxuria riflette con l'Adnkronos sulla decisione del Belgio di togliere dalla carta di identità il riferimento a maschio e femmina, ritenendo quindi che la strada intrapresa sia giusta. «Come non c'è sulla patente l'indicazione maschio-femmina e fanno fede il nome e il cognome - osserva - allo stesso modo potrebbe accadere per la carta di identità, tanto ai fini di un riconoscimento in ambiti investigativi credo che le questure abbiano già tutto il materiale conoscitivo necessario, visto che oggi si può richiedere di cambiare genere indipendentemente dalle operazioni genitali. Ove poi c'è uno snellimento burocratico, soprattutto quando non è necessario conoscere il sesso della persona, ben venga l'eliminazione del riferimento al sesso». Poi Luxuria si sofferma sulla questione di fondo, affrontata anche nella proposta di legge Zan, ora rimasta al palo: «Per me è necessario che le persone che fanno la transizione vengano riconosciute comunque nel sesso di elezione, il sesso percepito, sentito. E quindi se una persona si sente donna deve essere riconosciuta come tale, anche in tutto quello che riguarda i propri documenti».

Sesso, l'attivista Grassadonia: «Proposta interessante»

«Se vogliamo davvero fare passi avanti verso i diritti e verso città più inclusive dobbiamo saper leggere la realtà senza arroccarsi in posizioni ideologiche pensando che il mondo va nella sola direzione immaginata». Così l'attivista Lgbt Marilena Grassadonia, responsabile nazionale 'Diritti e Libertà' di Sinistra Italiana, commenta all'Adnkronos la proposta in Belgio di eliminare la specificazione del sesso sulle carte d'identità. Quella del governo belga, continua Grassadonia, «è sicuramente una proposta interessante che mette in luce il cambiamento in atto. Perché il tema in fondo è proprio questo: specie le istituzioni, chi ha la responsabilità di governare una città o un paese, devono avere il coraggio di guardare, di essere ancorati alla realtà rendendosi conto che sta cambiando. Ci sono ormai tante soggettività, persone che si identificano in modi diversi, da quelle non binarie a quelle in transizione. Ed è chiaro che una soluzione va trovata» per i documenti d'identità. «Banalmente - propone Grassadonia - la soluzione potrebbe essere quella di dare la possibilità di scegliere di non indicare il sesso sui documenti come si fa già con lo stato civile».

Sesso, Adinolfi: «Follia lontana dalla realtà»

«La tentazione che arriva dal Belgio di voler ribaltare le tavole della verità trasformando il falso in vero è estremamente preoccupante. Cancellando il sesso dalle carte d'identità non si fa altro che eliminare l'identità reale di una persona. Insomma, una mascheratura». Così Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, commenta all'Adnkronos la proposta in Belgio di eliminare il concetto di genere sulle carte d'identità per consentire la registrazione di persone non binarie. «Le mascherature - aggiunge Adinolfi - servono per fare carnevalate, sono l'opposto della realtà. E la realtà ci dice che il sesso maschile resta maschile e quello femminile resta femminile. È indubbiamente necessario dichiararlo affinché tutti abbiano contezza della verità dei fatti del nostro essere». Secondo Adinolfi, l'iniziativa belga, che definisce «una proposta folle», è un altro intervento («due segnali in pochi giorni in arrivo da Bruxelles», dice) che si pone sulla stessa lunghezza di quello della Commissione europea «che vuole cancellare parole fondamentali scritte nell'identità culturale europea come Natale, padre e madre, marito, moglie, addirittura le identificazioni di uomo e donna». Due interventi, a giudizio del presidente nazionale del Popolo della Famiglia, che «rappresentano le due morse di una tenaglia che ha che a fare con la volontà di ribaltare il vero e imporre il falso. Che l'essere umano possa assumere una propria identità sessuale prescindendo dal sesso biologico è falso».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 2 Dicembre 2021, 18:08
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