Draghi a Confindustria: «Tre miliardi per diminuire le bollette, le tasse non aumentano. Col green pass evitiamo di richiudere»

L'intervento del presidente del Consiglio all'Assemblea 2021 di Confindustria, al Palazzo dello Sport di Roma

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Mario Draghi, insieme ai ministri del suo Governo e ai rappresentanti di Camera e Senato, ha partecipato all'Assemblea 2021 di Confindustria, al Palazzo dello Sport di Roma. Il presidente del Consiglio ha preso la parola dopo il presidente Carlo Bonomi ed ha esordito così: «L'Italia vive un periodo di forte ripresa, migliore di quanto avevamo già immaginato. Stimiamo una crescita del 6% rispetto al 4% ipotizzato in primavera. La produzione industriale a luglio ha superato il livello pre-pandemia e le esportazioni sono state del 4% più alte del 2019. Al rafforzamento dell'economia si accompagna un miglioramento dell'occupazione, il mercato del lavoro è ripartito ma ci sono ancora aspetti che destano preoccupazione, come i tanti contratti a tempo determinato. La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo dovuta alla caduta del Pil nello scorso anno: nel 2020 l'economia si è contratta dell'8%, la sfida per il Governo, il sistema produttivo e le parti sociali è far sì che la ripresa sia duratura e sostenibile».

 

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«Dobbiamo preservare buone relazioni industriali, che assicurino equità e pace sociale, e accelerare il programma di riforme e investimenti per prolungare il tasso di crescita dell'economia nel lungo termine. Per assicurare questo, dobbiamo mantenere la sicurezza ed evitare chiusure: per questo voglio ringraziare i 41 milioni di italiani che hanno completato il ciclo vaccinale, per fine settembre contiamo di aver vaccinato l'80% della popolazione e dobbiamo andare avanti a causa delle varianti» - ha continuato Mario Draghi - «Il green pass è uno strumento per tutelare cittadini, imprese e scuole, evitando chiusure. Se riusciremo a tenere sotto controllo il contagio, potremmo allentare le misure attualmente in vigore in tutti i luoghi di lavoro, sport, spettacolo e cultura. Dobbiamo vigilare sull'aumento dei prezzi e sulle difficoltà di forniture in alcuni settori, dovuti all'economia globale. Non sappiamo se questa inflazione sia temporanea o permanente e strutturale, nel secondo caso dovremo aumentare il tasso di crescita della produttività per restare competitivi a livello internazionale. Il Governo è chiamato a risolvere questi problemi».

 

«Senza un intervento del Governo, il prezzo dell'elettricità potrebbe salire del 40% e quello del gas del 30%. Per questo abbiamo deciso di eliminare gli oneri di sistema del gas per tutti e dell'elettricità per famiglie e piccole imprese. Potenziamo il bonus luce e gas per proteggere i meno abbienti, è un intervento da oltre tre miliardi dalla forte valenza sociale, che aiuta i più poveri e i più fragili» - le parole del presidente del Consiglio - «La transizione ecologica non è una scelta ma una necessità, vediamo già gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite e sulla nostra economia. Ma dobbiamo tenere conto della capacità di riconversione delle nostre strutture produttive. Lo Stato deve fare la sua parte nell'aiutare cittadini e imprese a sostenere i costi di questa trasformazione e prestare particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione».

 

Mario Draghi ha poi annunciato nuovi investimenti specifici nella microelettronica: «La crescente incidenza di alcune componenti nell'industria automobilistica hanno provocato gravi carenze non destinate ad attenuarsi. L'importanza dei semiconduttori aumenterà con la digitalizzazione e con la mobilità elettrica, il MiSe ha messo a disposizione fondi alle imprese del settore per oltre 700 milioni, oltre a quelli del Pnrr. Siamo impegnati a sostenere la ricerca e ad attrarre investimenti nel settore, perché le innovazioni sui semiconduttori possano provenire anche dall'Italia e dall'Europa». E sulle riforme chieste da Confindustria, il presidente del Consiglio ha assicurato: «Andiamo avanti con determinazione. Nel mese di ottobre, intendiamo approvare un provvedimento che dia impulso alla concorrenza. A voi imprese chiedo di appoggiarlo con convinzione. Il rafforzamento dell'economia passa attraverso l'apertura dei mercati e non la difesa delle rendite. Dobbiamo avviare una riforma delle politiche attive del lavoro, per agevolare il reinserimento di chi è disoccupato o cassaintegrato con più efficacia di quanto non succeda oggi. Vogliamo anche migliorare l'efficienza del nostro sistema di autorizzazioni, che non può impedire la realizzazione degli ambiziosi obiettivi sulle energie rinnovabili».

 

«La mia presenza oggi è un ringraziamento a tutte le imprese e ai loro lavoratori. Per la vostra capacità di reagire e innovare, in anni molto difficili per la nostra società. Ma oggi vi chiedo di fare di più. Vorrei che la pagina che state scrivendo oggi con il vostro impegno fosse ricordata come un momento storico. Nessuno può chiamarsi fuori. Sono certo, conoscendo le virtù dell'impresa, che sarà una pagina di cui l'Italia andrà fiera. Le parole del presidente Bonomi mi fanno pensare che un patto economico, produttivo e sociale per il Paese è possibile» - ha continuato Mario Draghi - «Un governo che cerca di non fare danni è molto, ma non basta per affrontare le enormi sfide dei prossimi anni. Quando cambia il quadro di riferimento politico, economico e sociale, occorre essere più uniti per non aggiungere incertezza interna a quella esterna. Voglio riaffermare, penso sia importante, che il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Settembre 2021, 21:56
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