Speculazione ed energia

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di Alberto Mattiacci

La speculazione è additata come colpevole della crescita dei prezzi energetici. Il termine identifica la prassi di effettuare delle rischiose operazioni di compravendita -es. del gas naturale-giocando sulle fluttuazioni dei prezzi nel tempo. La speculazione merita la cattiva reputazione che ha. Tuttavia, bisogna non confondere la luna con il dito che la indica e riflettere se, forse, non è solo colpa della speculazione se i prezzi energetici sembrano formiche impazzite sulle montagne russe.
Vanno considerati, infatti, almeno altri tre fattori.
Il primo: siamo (forse) usciti dalla pandemia e dalle connesse restrizioni. La vita riprende e così la domanda energetica -es. usciamo di più la sera e c'è bisogno di più luce nei locali. Abbiamo una vita sociale che va a corrente elettrica e più questa è intensa maggiore è il consumo di quella -e quindi la domanda di ciò che serve per produrla (gas, petrolio, ecc.).

Il secondo: mister Putin usa il gas naturale come arma geopolitica contro i paesi europei -per fortuna preferendola a quelle più convenzionali, nucleari incluse.
Fin qui, tutto ovvio. Poi c'è il terzo elemento: se la disponibilità d'acqua diminuisce (per il cambiamento climatico), certe tecniche alternative di produzione di energia -es. il nucleare- soffrono e ne producono meno.
In sintesi: c'è meno offerta ma sempre più domanda. Quando questo accade i prezzi è naturale che salgano. È a tutto ciò che si aggiunge, con gli effetti che vediamo, la speculazione.
 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Settembre 2022, 16:26
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