Il mercato dell'attenzione: cosa è e perché importante
di Alberto Mattiacci

Il mercato dell'attenzione: cosa è e perché importante

Mentre leggete queste pagine state aderendo a un patto: è un accordo non scritto, secondo il quale accettate di prestare attenzione a dei contenuti in cambio della loro gratuità. Gli addetti ai lavori lo chiamano “patto pubblicitario”. È quanto accade nella televisione commerciale -es. La7- dove l’editore investe e sostiene costi di produzione e trasmissione e ci chiede, semplicemente, di prestare loro attenzione. L’attenzione ha, infatti, un grande valore nel mondo di oggi: è ciò che dà senso alla pubblicità. Una pubblicità può funzionare, infatti, se e solo se ci sono, dall’altra parte, delle persone che le prestano attenzione.

L’attenzione ha un mercato: si compra e vende, in quantità (quante persone danno attenzione) e qualità (che caratteristiche hanno queste persone). Il suo valore, perciò è proporzionale a queste due caratteristiche. Il patto pubblicitario è una buona cosa: è chiaro -io do a te contenuti, tu mi dai attenzione; onesto -entrambi i contraenti ottengono ciò che desiderano; civilmente utile -lo Stato incassa delle tasse sugli investimenti pubblicitari delle aziende e le usa per pensioni, istruzione, eccetera. Pensiamo dunque a quante cose utili fa la pubblicità grazie all’attenzione: rende note marche e prodotti; paga tasse allo Stato; aiuta le aziende a vendere ciò che producono; consente agli editori di stare in piedi


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Settembre 2020, 16:31
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