I gioielli di famiglia

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di Alberto Mattiacci

76 anni di vita. Se fosse una persona potremmo dire che ha fatto un bel pezzo di strada (anche se la scienza promette un bel po' di anni in più). Nel caso di un'azienda, invece, la questione cambia e la faccenda si presta a letture discordanti. La prima è positiva: Unioncamere dice che in Italia la vita media di un'azienda è 12 anni. Camparne 76 significa innalzarsi molto al di sopra della normalità. Applausi agli amministratori, quindi. La seconda ha segno opposto: l'azienda è un ente che, in teoria, dovrebbe sopravvivere ai propri fondatori e manager. In teoria, se ben condotta, dovrebbe essere eterna. Se muore a 76 anni, gli amministratori non sono stati bravi.
Tra queste due letture, ve n'è una terza: di chi parliamo? Di Alitalia. Pochi giorni fa, nell'ambito del percorso di eutanasia inflitto all'azienda e ai suoi lavoratori da anni, il brand Alitalia è stato messo in vendita, con una base d'asta di 290 milioni di euro. Insomma, l'azienda chiude e vende ciò che può, iniziando dal proprio nome. Morale: quando le cose vanno male, si vendono i gioielli di famiglia. Le aziende, proprio come le persone, aprono i cassetti, selezionano quanto potrebbe essere appetibile e lo vanno a piazzare. Alitalia considera (giustamente) il proprio brand fra i gioielli: da 76 anni noto in tutto il mondo e ha un'immagine vicina a quell'idea di buon vivere che gli stranieri associano solo al nostro paese e che lo rendono oggetto di desiderio.

 

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Romano, sposato e padre di due figli. Maturità classica, laurea con lode in Economia e Commercio in Sapienza, PhD, è professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza e in Luiss Business School. Studia la società e l'economia, con particolare attenzione ai cambiamenti e all'innovazione. www.alberto mattiacci.it
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 5 Ottobre 2021, 19:07
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