Verona, l'ippopotamo femmina più anziana d'Europa sfida l'età e partorisce il suo 14esimo figlio

Verona, l'ippopotamo femmina più anziana d'Europa sfida l'età e partorisce il suo 14esimo figlio

L'ippopotamo femmina più anziana d'Europa ha partorito il suo quattordicesimo figlio. Camilla, madre 13 volte e nonna di sette nipoti, ha sfidato la sua età da record (oltre 50 anni) ed ha dato alla luce il suo quattordicesimo figlio della sua lunga vita. Qualche giorno prima del parto rimaneva in acqua, separata dagli altri. Un segnale chiaro che ha messo apprensione allo staff, ma alla fine tutto è andato per il meglio.

 

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Questa specie, a rischio estinzione secondo l'Unione Mondiale per la conservazione della natura, tra le varie minacce soffre anche il bracconaggio per il prelievo dei canini d'avorio, che sono dello stesso materiale delle zanne d'elefante ma più morbidi e facili da intagliare. Oggi gli ippopotami vivono solo in aree protette e, ai ritmi attuali, la specie potrebbe scomparire entro un secolo. Ma Camilla questo non lo sa e nella sua vita ha contribuito alla grande per la salvaguardia della sua specie.

«Mamma e piccolo stanno bene - spiega Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo in provincia di Verona - e trascorrono gran parte della loro giornata immersi, e Camilla lo allatta sott'acqua». I suoi oltre cinquant'anni assicurano al nuovo nato un'accudienza meticolosa, pur non senza apprensioni da parte dello staff considernado la sua veneranda età.

Eppure, prosegue Sandri, «l'istinto di protezione di mamma ippopotamo è sempre vivo: quando deve uscire dall'acqua per nutrirsi di erba preferisce non avere altri intorno e - un po' instabile sulle sue piccolissime zampe - il piccolo la segue da vicinissimo per poi schiacciare un pisolino durante il pasto».

A vederlo, il nuovo nato sembra la miniatura di un esemplare adulto con la differenza che il tipico colore grigio lascia il posto ad un bellissimo rosa sulla pancia, sulle orecchie e sulle zampe mentre sul muso che emerge dall'acqua solo all'altezza degli occhi, sembra avere impresso un placido sorriso. «Il legame tra mamma e figlio è molto forte fino all'anno di età - conclude Sandri - quando il piccolo comincerà a sperimentare un po' di indipendenza, senza perdere però alcune cure materne. Poi, intorno ai quattro anni, raggiungerà la maturità sessuale e tutta la sua vita, come per ogni ippopotamo, sarà strettamente legata alla presenza dell'acqua».

Animale anfibio per eccellenza, il suo continuo entrare e uscire dai bacini idrici nell'Africa sub-sahariana libera percorsi di terra nei quali l'acqua può incanalarsi e creare ambienti preziosi per gli animali acquatici durate i periodi siccitosi, oltre che aprire varchi nelle praterie in cui pascola a beneficio dei piccoli mammiferi. Eppure, proprio la sua dipendenza dalle zone umide è causa di minaccia: oltre alla piaga del bracconaggio, il conflitto con le attività agricole si espande nei territori e la frammentazione dell'habitat costituisce un altro grande pericolo per questa specie.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 Luglio 2021, 17:00
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