Crema, morto un gatto che era stato disinfettato con la candeggina

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Quando la disinformazione o le omissioni, specialmente in ambito medico e sanitario, possono diventare pericolosissime: un gatto è morto dopo aver riportato un'intossicazione dovuta ad una sterlizzazione delle zampe con la candeggina fatta dai padroni per timore del contagio da coronavirus.

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È accaduto a Crema (Cremona), dove un gatto, finito intossicato, è stato portato dai padroni in una clinica veterinaria, ma non è stato possibile salvarlo. Non si tratterebbe nemmeno di un caso isolato, anche se altri animali, che erano rimasti intossicati, sono stati salvati dai veterinari. Non mancano le accuse all'indirizzo di Enrico Zibellini, un veterinario che, in collegamento con Barbara D'Urso a Pomeriggio Cinque, aveva consigliato di utilizzare la candeggina per disinfettare le zampe di cani e gatti. La candeggina, tuttavia, possiede agenti chimici capaci non solo di causare ustioni alle zampe degli animali, ma può anche essere ingerita causando intossicazioni letali. In realtà, quanto accaduto a Pomeriggio Cinque è stato frutto di una dimenticanza da parte del veterinario ospite della trasmissione: l'Associazione Nazionale dei Medici Veterinari, infatti, ha chiarito che per disinfettare le zampe degli animali domestici si può usare una soluzione di acqua e candeggina. «Il collega faceva riferimento a una diluizione della candegginaIl messaggio che voleva portare ai proprietari degli animali è che il cloro è molto attivo nei confronti del virus. Ovviamente il cloro è una sostanza irritante e deve essere utilizzata a particolari diluizioni» - ha spiegato il presidente Marco Melosi - «Ad esempio, sui polpastrelli dei cani si possono impiegare prodotti come Amuchina spray, che ha una concentrazione dello 0,05%. Questo vorrebbe dire che due cucchiaini di candeggina in un litro d’acqua, danno la stessa concentrazione di cloro presente nell’Amuchina. Quindi il collega ha detto una cosa giusta, si è solo dimenticato di dire la diluizione».

Il primo a condannare quanto affermato dal veterinario ospite di Pomeriggio Cinque era stato l'ex direttore del Bioparco di Roma, Federico Coccìa. Anche altri colleghi, tra cui Laura Gatti, titolare di uno studio veterinario a Vaiano (Prato), hanno condannato quel caso di grave e pericolosa disinformazione. «La pelle degli animali è diversa da quella dell'uomo, è molto più sensibile. Per una corretta disinfezione degli arti è consigliabile usare acqua (tiepida o calda) e sapone o bicarbonato, o in alternativa usare delle apposite salviette per animali a base di clorexidina», suggeriscono i veterinari.
Ad ogni modo, i veterinari lanciano un monito a tutti i padroni di animali domestici: «Gli ultimi studi dimostrano un'incidenza maggiore del virus nei gatti rispetto ai cani, ma gli animali non sono un veicolo di contagio. Finora è stato accertato che l'uomo affetto da coronavirus può contagiare gli animali, ma non il contrario».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 Aprile 2020, 13:25
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