Atalanta-Juventus, la festa dei 4300 di Reggio Emilia. Il calcio italiano prova a tornare alla normalità.

Atalanta-Juventus, la festa dei 4300 di Reggio Emilia. Il calcio italiano prova a tornare alla normalità.

di Massimo Sarti

Non eravamo più abituati al pubblico negli stadi, ai cori prima della partita inneggianti la Juventus e alla risposta dei canti pro Atalanta. A parte la breve parentesi dello scorso autunno con mille persone, i 4300 tifosi ammessi (il 20% della capienza dell'impianto) al Mapei Stadium di Reggio Emilia per assistere alla finale di Coppa Italia sono una prima ripartenza del calcio. E Leggo è presente per questa prima: non è ancora la normalità, ma almeno stasera non c'è solo il rumore degli addetti ai lavori. Il tutto dopo la gente al Foro Italico settimana scorsa (che tifo per Lorenzo Sonego e per gli altri campioni della racchetta) e in attesa dei 16mila circa dell'Olimpico di Roma in occasione delle tre partite della Nazionale di Roberto Mancini agli ormai imminenti Europei.

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Ma l'emozione è ora tutta a Reggio Emilia. Bastano 4300 persone. Ammesse tramite un'app per certificare un tampone negativo (entro le 48 ore dall'inizio della sfida), la guarigione dal Covid negli ultimi sei mesi, oppure il completamento dell'iter vaccinale. Condizioni necessarie per essere parte dello spettacolo, per essere forse lo spettacolo, più di Ronaldo e Duvan Zapata. Scriviamo un'eresia? Forse no, per la voglia che tutti abbiamo di tornare all'antico, alle atmosfere del calcio pre pandemia. E passi che abbiamo ripreso a fare le file in auto per avvicinarci al Mapei Stadium.

Ecco allora che il saluto di Giorgio Chiellini e Gigi Buffon alla curva acquista un significato particolare. La curva c'è, con mascherine e distanziamento, ma ameno non è vuota. La musica non suona solo per calciatori, giornalisti e steward. Così come lo spettacolo di sbandieratori e ballerine. Rullo di tamburi per il tricolore (a Reggio Emilia, la città del tricolore) e per i loghi di Atalanta e Juventus, stesi sul manto verde dello stadio. E si alzano i cori, al pari degli sfottò. Ancora di pochi, ma a noi sembrano roboanti. Entrano in campo le due squadre. Si alzano di nuovo i cori. Le due fazioni fanno da sottofondo alla splendida esecuzione dell'inno d'Italia da parte di Annalisa. Davanti alla Coppa Italia, obiettivo delle due squadre. Gli “olé” (e i fischi, civili, per gli avversari) all'annuncio delle formazioni sono l'ultimo atto prima del fischio d'inizio dell'arbitro Massa. La partita può cominciare. Lo spettacolo della quasi normalità sugli spalti può continuare.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Maggio 2021, 21:12

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