“Per Lucio”, un pezzo di Italia attraverso gli occhi di Dalla: il docu-film di Pietro Marcello
di Michela Greco

“Per Lucio”, un pezzo di Italia attraverso gli occhi di Dalla: il docu-film di Pietro Marcello

"Lucio ha sempre fatto quello che si sentiva di fare. E ha avuto ragione lui". Dopo una vita passata al fianco di Lucio Dalla, il suo grandissimo amico e manager Tobia (Umberto Righi), sa meglio di chiunque altro che il cantautore bolognese "era uno dei pochi creativi che sapeva anche vivere", e lo racconta nel film di Pietro Marcello Per Lucio, oggi in prima mondiale alla Berlinale Special. "Per" Lucio perché questo non è un film "su" l'uomo e l'artista, ma piuttosto "un omaggio, un tributo a un cantante di cui conosco tutti i brani a memoria da quando avevo otto anni – ha spiegato il regista, celebratissimo autore di Martin Eden – Le sue canzoni sono visive, visionarie, cinematografiche e io, con questo film che desideravo fare da almeno 10 anni, ho voluto raccontare i suoi inizi, le sue fatiche e la sua ostinazione nel diventare un poeta in parallelo con 70 anni di storia del nostro Paese".

 

 

 

 

Le immagini di repertorio, ricche e spesso sorprendenti, scorrono a raccontare l'Italia a cavallo tra la guerra, il boom economico, gli scatti in avanti e gli eventi tragici (come la strage di Bologna), mentre risuonano le parole e le note di Dalla. Quelle delle prime fasi della sua carriera, quando il suo sentirsi diverso, fuori da canoni, fu per lui una spinta a imporre il suo, di canone. Quelle in cui fu accompagnato dal poeta Roberto Roversi, che scrisse i suoi testi per quattro anni e tre Lp, e quelle in cui si allontanò da lui e diventò autore di se stesso. "Ciò che mi ha sempre affascinato di Lucio – aggiunge Marcello – è che non è mai stato mediano, non ha avuto modelli. La sua originalità e unica, irripetibile". In questo affresco cinematografico del mondo immaginato dal cantautore, tra tante immagini di archivio - ci sono anche quelle di un clamoroso incontro televisivo tra lui e personaggi come Craxi e Arbasino – sono solo due le voci scelte per raccontare il Dalla intimo: il già citato manager Tobia e il filosofo Stefano Bonaga, suo amico d'infanzia. In una bellissima sequenza in cui si confrontano sul loro perduto amico davanti a un piatto di fettuccine fumanti, i primi piani d'archivio di un giovane Lucio che alterna espressioni di stupore e compiacimento lo fanno stare lì con loro, a partecipare, o quantomeno ascoltare quella conversazione. Che va spesso in una direzione precisa: ricordare che Lucio "era tra la gente", più interessato agli ultimi, alle persone comuni, che alle persone in vista.

 

"A 28 anni andai a Bologna e lasciai il dvd del mio Il cantiere sotto lo zerbino di casa di Dalla – racconta Pietro Marcello - Non ebbi risposta, ma anni dopo Toni Servillo mi mise in contatto con lui e gli fece vedere i miei film. Lucio poi mi chiamò per complimentarsi e grazie a questo ebbi l'occasione di incontrarlo: presentò con me La bocca del lupo a Bologna. Di quella sera ho un ricordo speciale, ero emozionato, fu per me una vera epifania". Ora Pietro Marcello sta preparando con Francesco Munzi e Alice Rohrwacher un nuovo film, dal titolo Futura: "Un'esplorazione delle nuove generazioni, dei ragazzi di oggi che sono diversi da quelli cresciuti nel dopoguerra e diversi da noi. Non sono magari come Lucio, che da piccoletto già sapeva suonare vari strumenti, ma hanno tanto da dire e voglia di dirlo, sono figli del nostro tempo".


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Marzo 2021, 18:46
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