Cosa fai a Capodanno? Per Luca Argentero «un personaggio meschino e senza redenzione»

di Paolo Travisi
«Un uomo meschino, senza alcuna possibilità di redenzione. In questi 15 anni di carriera non mi è capitato molto spesso un ruolo di questo tipo. Di solito un personaggio inizia in un modo e poi si riscatta, ma in questo film non accade». A parlare è Luca Argentero che in Cosa fai a Capodanno? (in uscita 15 novembre in 350 copie con Vision), commedia a tinte dark, interpreta Mirko, un ladro totalmente cinico, che nella notte di San Silvestro vuole fare il colpo dell'anno, aiutato da Iole, la compagna di disavventura, interpretata da Ilenia Pastorelli. Ma la coppia Argentero-Pastorelli, è solo una parte del cast, scelta dallo sceneggiatore, Filippo Bologna, al suo esordio dietro alla macchina da presa con un film, che miscela generi – noir, surrealismo, western – e citazioni da Frankenstein Junior a Quentin Tarantino.

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Vittoria Puccini, è una donna apatica senza più interesse per la vita, Alessandro Haber, politico della Prima Repubblica, che manovra le persone come burattini, Isabella Ferrari, radical-chic folle in cerca di soldi, Ilenia Pastorelli, una donna talmente innamorata del suo uomo, da accettare qualsiasi sopruso. Tutti loro si incontrano, il 31 dicembre, in una baita di montagna, ognuno con un obiettivo diverso.

Lo sfondo narrativo di Cosa fai a Capodanno? È una notte di trasgressione, ma come sottolinea il regista è solo un pretesto per «raccontare il presente, perché il sesso è un ponte trasversale alle classi sociali. I vari personaggi, a differenza di Perfetti Sconosciuti (di cui ha scritto la sceneggiatura) non entrano in conflitto per le loro relazioni passate, ma per le caratteristiche di ognuno. Ci sono il razzista, il maschilista, la radical-chic, la donna succube, delle tensioni, che allargate alla società, rispecchiano il momento che stiamo vivendo. A mio avviso il Capodanno è una festa che mette a disagio, perché nessuno si sente bene nel posto in cui si trova».



Parlando del suo personaggio, Vittoria Puccini, ammette «apatia è la parola chiave del mio personaggio, una donna che non sente più nulla, anaffettiva, incapace di interessarsi alle persone. Una donna che mi ha anche trasformato dal punto di vista estetico, molto estremo per me».

Per llenia Pastorelli, una delle attrici più richieste dal cinema dopo il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot e Benedetta Follia di Carlo Verdone, il personaggio “è una donna insicura nel rapporto col suo uomo, ne subisce i soprusi. Solo indossando i vestiti di un’altra donna, riesce a ribellarsi e a ritrovare sé stessa, per riscattarsi.

Il regista Filippo Bologna, rivendicando l'originalità di questo progetto cinematografico, sottolinea che "il cinepanettone è un genere che non esiste più, anche se credo che il cinema dei Vanzina abbia svolto un ruolo sociale e che aiuti a capire la nostra società. Credo però che non ci sia più cittadinanza per quel cinema, spero che il nostro film sia premiato per il coraggio, mio e di tutti gli attori".



 
Lunedì 12 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:40
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