«Ministri molestatori seriali» Lo scandalo inguaia Theresa May
di Cristina Marconi

Gran Bretagna, scandalo inguaia May: «Ministri molestatori seriali»

LONDRA L'effetto domino dello scandalo sugli abusi sessuali partito da Hollywood è arrivato fino a Londra, dove è andato a toccare due dei luoghi più sacri del Regno Unito: la BBC e, cosa ben più ingombrante in un momento così delicato della vita politica nazionale, Westminster e il governo. La premier Theresa May ha deciso di dedicare tutta l'attenzione possibile alla quantità enorme di casi di molestie che sta emergendo e ha scritto al presidente della Camera per chiedergli di modificare il meccanismo con cui le persone colpite possono denunciare i comportamenti fuori luogo, creando un sistema legalmente vincolante capace di sradicare abitudini che, stando alle testimonianze, sarebbero molto radicate.

IL REPORT
Sono ormai tre i deputati Tories di cui sono emersi comportamenti sconvenienti, ma la situazione sembra destinata a peggiorare, per tutti i partiti. C'è chi racconta del deputato soprannominato mani allegre per l'abitudine a insidiare ogni donna a tiro, chi ricorda il lord dei LibDem che chiede alle giornaliste di andare a pranzo in minigonna e stivali. C'è chi rievoca storie vecchie come il laburista trovato a fare sesso con una stagista in ufficio e casi più recenti come il conservatore che ha invitato una bionda nella camera d'albergo per una cosa a tre a inizio ottobre, alla convention di Manchester. Vicende delle quali la May non può essere del tutto ignara, visto che riceve ogni settimana un aggiornamento sulla vita privata dei membri del gabinetto - chi ha l'amante, chi incontra prostitute, chi si droga - ma per ora non ha mai ritenuto di chiedere a qualcuno di andarsene per il suo comportamento. Questo rischia di diventare un nuovo problema per la già debole premiership.

E ora si è verificato anche un incidente: è stata trovata in strada una penna usb con mappe e piani di sicurezza dell'aeroporto di Heathrow, inclusi i dettagli sul percorso della regina Elisabetta dalla sua residenza allo scalo. Informazioni finite sulla stampa.

L'AMMISSIONE
Un sottosegretario del dipartimento del commercio internazionale, Mark Garnier, ha ammesso di aver dato soldi alla segretaria chiedendole di comprare due vibratori in un sex shop di Soho mentre lui aspettava fuori. Era il 2010, lui sostiene fosse un gioco ispirato dall'atmosfera natalizia, lei racconta che uscirono apposta e uno dei vibratori era per la moglie di Garnier e l'altro per una donna della sua circoscrizione. Il sottosegretario ha confessato di aver soprannominato la segretaria, Caroline Edmondson, «tette di zucchero», anche se ha specificato che la gita di shopping non era una forma di molestia. Sul caso c'è un'indagine interna al partito.

I MESSAGGINI
Un altro conservatore, Stephen Crabb, 44enne cattolico e sposato, ex ministro ed ex astro nascente del partito, ha ammesso di essersi scambiato messaggini espliciti con una 19enne che aveva fatto un colloquio, andato male, per lavorare con lui. Il terzo caso riguarderebbe un deputato conservatore, di cui non si sa il nome, che avrebbe fatto avances ad una giornalista politica dopo un pranzo di lavoro.

Giornaliste che, stando alle notizie della BBC, sarebbero decise a fare piazza pulita delle pratiche sessiste che subiscono da anni: un presentatore del canale sportivo, George Riley, è stato sospeso dopo essere stato oggetto di cinque denunce per molestie.

 
Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Ottobre 2017, 18:02