Reddito di cittadinanza, Sud, microcredito e salario minimo: ecco le proposte del M5S sul lavoro

Reddito di cittadinanza, Sud, microcredito e salario minimo: ecco le proposte del M5S sul lavoro

Pasquale Tridico, indicato da Luigi Di Maio come ministro del Lavoro in un governo M5S, sul blog delle stelle traccia le priorità sul fronte lavoro. Il reddito di cittadinanza, gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, con un occhio attendo al Sud a cui destinare il 34% di questi investimenti. E ancora: il salario minimo orario; la Banca pubblica di investimento con tassi agevolati per il credito a micro, piccole e medie imprese; un Patto di Produttività programmato tra lavoratori, governo e imprese al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti.

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«Lo Stato - scrive - sosterrà economicamente chi oggi non raggiunge la soglia di povertà indicata da Eurostat, in cambio dell'impegno a formarsi e ad accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro, purché siano eque e vicine al luogo di residenza». Per Tridico il reddito di cittadinanza può «essere finanziato attraverso maggior deficit in termini assoluti ma senza aumentare il rapporto deficit/Pil e senza sforare la soglia del 3%.

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In sintesi il meccanismo è questo: grazie alla nostra misura almeno 1 milione di persone che attualmente non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (i cosiddetti 'inattivi' e scoraggiati) verranno spinti alla ricerca del lavoro attraverso l'iscrizione ai Centri per l'Impiego e andranno così ad aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro. Questo ci permetterà di rivedere al rialzo l'output gap, cioè la distanza tra il Pil potenziale dell'Italia e quello effettivo, perché 1 milione di potenziali lavoratori saranno di nuovo conteggiati nelle statistiche Istat».

«Se aumenta il Pil potenziale - ragiona Tridico - possiamo mantenere lo stesso rapporto deficit/Pil potenziale, cioè il cosiddetto 'deficit strutturale', spendendo circa 19 miliardi di euro in più di oggi. Il reddito di cittadinanza costa 17 miliardi complessivi, compresi i 2,1 miliardi per rafforzare i centri per l'impiego, e potrebbe quindi finanziarsi interamente grazie ai suoi effetti sul tasso di partecipazione della forza lavoro». Ma l'uomo che Di Maio vorrebbe al ministero del Lavoro indica anche, tra le priorità, «gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, senza i quali il reddito di cittadinanza sarebbe una misura monca, poiché non potrebbe offrire ai beneficiari il lavoro di qualità che abbiamo in mente.

L'idea è di destinare almeno il 34% di questi investimenti nel Sud Italia, che ha urgente bisogno di uscire dal sottosviluppo e dal sotto-investimento a cui lo hanno condannato le politiche economiche degli ultimi decenni e l'assenza di una strategia industriale e di sviluppo. Considerando che la popolazione del Sud Italia è anche superiore al 34% del totale della popolazione, la clausola del 34% non sarebbe un favore al Meridione, ma il giusto compromesso per farlo tornare a crescere», rivendica Tridico. Tra le priorità indicate, anche «il salario minimo orario, che ha il compito di salvaguardare quelle categorie di lavoratori non coperte da contrattazione nazionale collettiva. L'obiettivo è di sradicare sfruttamento e precarietà, che negli ultimi anni sono cresciuti enormemente, e dare anche un impulso alla domanda interna».

Lunedì 12 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:39
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