Morbillo, l'ex ministro Lorenzin contro Giulia Grillo e no vax: «La salute degli italiani per un pugno di like»

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di Luca Calboni
«La salute degli italiani non si tutela con i like ma con dati scientifici alla mano». A parlare è l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Sbotta dopo che a Bari un bambino di 11 mesi colpito da otite si è aggravato contraendo , insieme ad altri, il morbillo da una bimba non vaccinata.
Lorenzin, lei ha riportato le vaccinazioni obbligatorie: lo considera ancora necessario?
«Sì. Anziché dibattere su dichiarazioni senza fondamenti scientifici, dovremmo concentrarci sui grandi cambiamenti che ancora non vediamo: resistenza agli antibiotici, super batteri e nuove patologie».
Cosa si può fare per aumentare il numero delle persone vaccinate?
«Continuare nell'obbligo vaccinale per l'iscrizione scolastica. Accanto a questa norma, serve però anche una grande operazione culturale, sensibilizzando l'opinione pubblica».
Con i No vax dialogo o tolleranza zero?
«Si cerca sempre il dialogo, specie su temi di igiene pubblica. Detto questo, però, prevale il bene della collettività. Se una minoranza si basa su ideologie false, non possiamo essere ricattati oppure restare in loro ostaggio».
Qual è la situazione dell'Italia rispetto agli altri Paesi europei?
«È molto indietro. Si sottovalutano le conseguenze di ciò che può accadere: si dimentica che ci sono migliai di persone, soprattutto anziani e bambini che per ragioni di salute non possono essere vaccinati. La loro salute viene garantita solo da una copertura di massa».
Il ministro Giulia Grillo ha delle responsabilità?
«Si. In particolare la circolare del ministro Grillo, che ha rimandato la presentazioni delle certificazioni vaccinali crea un atteggiamento lassista verso le vaccinazioni. Mi sarei anche aspettata che mantenesse la promessa di aumentare di un miliardo il budget per la salute. E le dico: sono disposta ad aiutarla a trovarlo in Parlamento».
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Lunedì 12 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:23
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