Berlusconi show in Senato: prima il 'vaffa' mentre parla con La Russa, poi spunta la lista dei ministri che chiederà alla Meloni

Berlusconi elenca i nomi e le caselle che vorrebbe portare a casa: per Tajani gli Esteri, la Giustizia per Casellati, Università per Bernini, Politiche europeo per Ronzulli, Pubblica amministrazione per Gasparri, Transizione ecologica o Ambiente per Cattaneo

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La 19esima legislatura si è aperta con il botto. L'alleanza delle coalizione di maggioranza ha scricchiolato pericolosamente al primo ostacolo, la nomina del presidente del Senato. Ha vinto Ignazio La Russa alla prima chiama, ma a far discutere è stata la polemica di Forza Italia, presente in aula solo con Silvio Berlusconi e Elisabetta Casellati.

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Berlusconi protagonista in Senato

Ad anticipare le tensioni era stato un video, arrivato direttamente dall'aula di Palazzo Madama, che raccontava un faccia a faccia tra il neo presidente La Russa e l'alleato Berlusconi, visibilmente contrariato. Il Cavaliere, che avrebbe voluto l'incoronazione della "sua" Licia Ronzulli, sbatte i pugni sul tavolo e si lascia scappare un "vaffa". Poi l'uscita dall'aula dei senatori di Forza Italia durante la prima chiama, che sembra lasciare in sospeso l'elezione. Il colpo a sorpresa, favorito dai voti di 17 "franchi tiratori" dell'opposizione, vede La Russa vincere comunque e ricevere l'incarico. «Grazie a chi mi ha votato», dirà l'alleato della futura premier Meloni. 

I ministri svelati 

Uno scatto rubato, mandato in onda da Enrico Mentana al tg de 'La7', rivela i cinque-sei nomi azzurri che Silvio Berlusconi immagina nella squadra del governo Meloni. Si tratta di Antonio Tajani, Anna Maria Bernini, Licia Ronzulli, Elisabetta Alberti Casellati, Maurizio Gasparri e Alessandro Cattaneo. Tutti segnati in una cartellina che il Cav ha portato con sé per il suo ritorno oggi al Senato dopo 9 anni dalla "decadenz". Fonti azzurre raccontano che questa rosa corrisponda ai veri desiderata dell'ex premier, consegnati anche a Giorgia Meloni prima che scoppiasse il caso di Ignazio La Russa.

Berlusconi isolato?

Dopo il suo intervento, senza dare indicazioni di voto, Berlusconi ha ascoltato i parlamentari: contrari a metodo meloniano e ai veti in generale, indipendentemente dal caso singolo, la maggior parte avrebbe proposto di non partecipare al voto. A quel punto, il presidente di Fi si sarebbe rivolto così ai presenti: non vi impongo nulla, fate come ritenete più opportuno. Da qui la scelta di non deporre la scheda. Tant'è che gli unici a rispondere alla chiama sono stati lo stesso Berlusconi e l'ex presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Secondo le stesse fonti azzurre, quindi, non corrisponderebbe al vero l'immagine di un Berlusconi lasciato isolato, che non controlla il suo partito. 

L'assenza di voti di Fi, però, avrebbe fatto indispettire Fdi, rallentando di nuovo le trattative per il risiko ministeriale. E dalle parti di via della Scrofa lasciando chiaramente intendere che, nonostante il "fuoco amico", Fdi andrà avanti. Meloni, raccontano, è determinata a fare un governo tenendo conto innanzitutto delle competenze e tirerà dritto come un treno per la sua strada. Per la cronaca, nei suoi appunti scritti a mano, per quello che si può vedere dalla foto 'rubatà, Berlusconi elenca i nomi e le caselle che vorrebbe portare a casa: per Tajani gli Esteri, la Giustizia per Casellati, Università per Bernini, Politiche europeo per Ronzulli, Pubblica amministrazione per Gasparri, Transizione ecologica o Ambiente per Cattaneo.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Ottobre 2022, 08:09
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