Omicidio in casa del politico pro-Putin: moglie e figlia uccise dal fratello minore. Cremlino "silenzia" la tv di Stato

Moglie e figlia del politico pro-Putin uccise dal fratello 21enne. Il Cremlino "silenzia" la tv di Stato

La moglie e la figlia di un politico pro-Putin sono state brutalmente assassinate dal figlio più giovane, ma la tv di Stato russa non ha dato notizia del massacro in famiglia, probabilmente per un ordine partito dal Cremlino. Come riporta il quotidiano inglese Daily Mail, Nadezhda Innokentyeva, 51 anni, e sua figlia Anzhelika Popova, 31 anni, sono state accoltellate a morte a Yakutsk, in Siberia. Aisen Innokentyev, 21 anni, si è consegnato alla polizia e ha confessato l'omicidio di sua sorella e sua madre. Suo padre Alexei Innokentyev, 53 anni, è il capo distrettuale di una vasta area chiamata Nyurbinsky, più del doppio del Galles, nella regione più fredda del mondo: la Yakutia. 

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La figlia 31enne Anzhelika, che vive a San Pietroburgo (dove possiede il suo marchio di abbigliamento), è morta sul colpo a causa delle ferite al torace e all'addome. Sua madre Nadezhda è deceduta mentre andava in ospedale nella Repubblica di Sakha. Secondo quanto riportato da media indipendenti, Aisen Innokentyev ha confessato per iscritto il duplice omicidio nella casa di famiglia.


LA CENSURA


Il divieto ai media russi di raccontare di questo efferato delitto è stato imposto dal governatore regionale Aisen Nikolayev, anche lui del partito filo-Putin "Russia Unita". Il motivo della censura, secondo quanto ipotizza il Daily Mail, è che la tv statale abbia avuto l'ordine di limitare le cattive notizie. Ad esempio, i filmati degli incendi boschivi che imperversano in Russia sono stati contingentati. Ci sono, inoltre, severi diktat sulla copertura mediatica della guerra in Ucraina, in particolare per quanto riguarda il bilancio delle vittime. Esistono però delle eccezioni: lo scorso marzo la giornalista russa Marina Ovsyannikova, definita tra le "donne più coraggiose in televisione", ha sfidato la legge mostrando un cartello in diretta tv per protestare contro l'invasione dell'Ucraina: è stata arrestata, multata e poi rilasciata. Una trasmissione televisiva, infine, ha rischiato di attirare l'ira di Putin definendo l'invasione come "peggiore" di quella sovietica dell'Afghanistan, che ha contribuito a far cadere l'Unione Sovietica.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Giugno 2022, 16:38
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