Il coraggio di Jacinda

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di Barbara Gubellini

Si è dimessa Jacinda Ardern, prima ministra neozelandese.

E’ stata un esempio per le donne, da politica, e lo è anche ora che lascia il campo.

Jacinda nasce nelle campagne a sud di Auckland. Il padre poliziotto e la madre, che lavora alla mensa della scuola, la educano secondo le tradizioni dei mormoni. Studia, si laurea e s’innamora della politica. Va in Gran Bretagna e, a ventisei anni, diventa «la migliore della squadra» di Tony Blair. 

Tornata in Nuova Zelanda, a soli 37 anni, quando aspetta un bambino, giura da prima ministra. “Sono incinta, non malata!” dice. Una frase che conquista le donne di tutto il mondo. Il giro del mondo lo fanno anche gli scatti all’Onu al marito che tiene in braccio la figlia neonoata, per dare a Jacinda la possibilità di allattare e presenziare. O anche le videochiamate che lei fa dal suo appartamento, durante la pandemia, mentre si alterna tra gli impegni di premier e quelli di madre.

Un esempio di conciliazione, il suo, tra vita privata e pubblica, che ha dato una speranza a tutte noi che la guardavamo da quaggiù e perdonavamo la nostra arretratezza ripetendoci che “in Nuova Zelanda sono così pochi…forse riesce per quello”.

E invece no, qualcosa ha fermato anche lei. Qualcosa che non sappiamo, che lei non ha detto chiaramente, ma che comunque la richiama alla vita familiare.

Ma io trovo che sia esemplare anche ora Jacinda perché, da donna femminista, di fronte ad un’esigenza privata di altro tipo – qualunque essa sia -, non è rimasta ancorata al mito del successo, della carriera e della performanza a tutti i costi. Quei miti lasciamoli al patriarcato, come ha fatto lei, che semplicemente ha detto “non ce la faccio”.

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Giornalista, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, sostenibilità e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità di genere. E' mamma di due bambini.


Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Gennaio 2023, 10:36
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