Caos esattoriale: Via Petroselli va in tilt. In attesa 700 persone, ressa e malori nella Casa comunale
di Lorena Loiacono

Roma, caos esattoriale: Via Petroselli va in tilt. In attesa 700 persone, ressa e malori nella Casa comunale

Giornate da dimenticare, quelle che da una settimana stanno travolgendo gli uffici della Casa comunale di Roma. Da un lato i cittadini esasperati da file estenuanti, dall’altro gli impiegati alle prese con una situazione che sta sfuggendo di mano, decisamente fuori da ogni logica. Fino a settecento persone in coda. Malori e una ressa da stadio. Va avanti così dalla scorsa settimana, Leggo giovedì scorso ha già raccontato le sventure di una mattinata trascorsa nel caos ma è sempre peggio: le attese si stanno accumulando e si è arrivati a qualcosa come mille persone in fila in una sola giornata.

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Che cosa succede? Basta passare per via Petroselli per rendersene conto, a due passi dal Campidoglio: al civico 50, infatti, vicino agli uffici dell’anagrafe ci sono anche quelli della Casa comunale e sono assediati da romani stravolti. Si tratta della sede deputata a raccogliere tutti gli atti e le notifiche di multe, tasse e bollette non pagate né ritirate dai diretti interessati dalle mani del postino. Si tratta quindi di tutte quelle raccomandate, inerenti a multe, sanzioni e atti dell’Agenzia delle entrate, per le quali sono state spedite delle raccomandate ma i destinatari non erano in casa per ritirarle dal postino. Al loro posto sono state quindi lasciate le cartoline di mancata consegna e l’indicazione di andare a ritirare tutto in via Petroselli. Fin qui nulla di strano. Peccato che sono migliaia le cartelle e gli avvisi che, sotto le feste natalizie, hanno raggiunto i romani. E quasi altrettante quelle finite nel cassetto della “mancata consegna”.

Un amaro regalo sotto l’Albero che si sta trasformando in qualcosa di peggio: l’attesa che va avanti di giorno in giorno, per mettersi in regola con le tasse. Accade infatti che tutti coloro che nei giorni scorsi non hanno fatto in tempo a mettersi in regola, a causa della fila infinita a cui sono stati sottoposti, tornano nei giorni a venire. C’è chi prende un giorno di ferie, chi è al terzo tentativo e chi, per resistere, si fa accompagnare dai genitori o dai nipoti visto che si tratta di stare anche 4 ore in coda. Risultato: la ressa. Ieri a metà mattinata il numeretto era sull’ordine dei 700 utenti. Da capogiro. «A questo punto – denuncia Tiziana, al secondo tentativo – è evidente che gli impiegati hanno bisogno di aiuto. Il Campidoglio dovrebbe potenziare gli uffici almeno in questi giorni di caos altrimenti sarà sempre peggio».
 
Martedì 14 Gennaio 2020, 08:52
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