Tullio Solenghi racconta il suo Woody Allen: «Lo amo da sempre. Dietro a ogni battuta c'è l'intelligenza»
di Ferruccio Gattuso

Tullio Solenghi racconta il suo Woody Allen: «Lo amo da sempre. Dientro a ogni battuta c'è l'intleligenza»

 «Woody? Lo amo da sempre. Dai suoi primi libri. A questo spettacolo prima o poi ci dovevo arrivare». Tullio Solenghi, attore di scuola solida cresciuto al Teatro Stabile di Genova sulla prosa dei classici, ha scelto da quarant’anni la comicità. La sua missione è far ridere ma non è da ridere: perché l’ironia è materia di alta qualità, va maneggiata con perizia e talento. «Dietro ogni battuta di Allen c’è l’intelligenza, la senti letteralmente lavorare». Ecco perché Dio è morto e neanche io mi sento tanto bene - in diretta streaming gratuita sul sito del Teatro No’hma questa sera e domani (ore 21) - vede Tullio Solenghi con la band Nidi Ensemble celebrare il piccolo grande genio di Manhattan: «L’ironia è una chiave preziosa per mantenere un giudizio lucido sulla realtà – spiega Solenghi – soprattutto in questo difficile periodo di pandemia. Paura e rabbia ci stanno condizionando. Le battute di Allen dai suoi primi tre libri, a cominciare da Saperla lunga, sono la linfa per guardare avanti». L’attore, storico esponente del Trio con Anna Marchesini e Massimo Lopez, si destreggia sul palco tra reading e musica, sulle note jazz che hanno “griffato” tanti film di Woody, da George Gershwin a Tommy Dorsey a Dave Brubeck, con una speciale dedica alla musica klezmer e al “faro” di Allen, il folle e surreale Groucho Marx. Il rapporto con il milanese Teatro No’hma riporta Tullio Solenghi al passato: «Quando decisi di fare cabaret non potevo che venire qui a Milano – rivela l’attore – Era il 1978, esordii al Refettorio ambrosiano, e scoprii che potevo far ridere. Per la prima volta mi scrivevo le battute da solo, poi nel 1984 venne il Trio e anche il quel caso ci scrivevamo tutto noi. La ricetta è sempre stata la stessa: dovevamo ridere per primi noi tre». Il ritorno alle scene vedrà Solenghi molto impegnato: «Sono ottimista, confido nella vaccinazione: l’uomo è un animale sociale e i teatri rivivranno. Tutto sta nel sapere quando. Ho ancora venti date sold out da recuperare con Massimo Lopez , col quale per di più sto scrivendo un nuovo show, e poi ci sarà questo mio spettacolo».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Gennaio 2021, 10:11
© RIPRODUZIONE RISERVATA