Droga dello stupro, il conduttore tv Ciro Di Maio rischia due anni per spaccio. Il pm: «Non era per uso personale»
di Greta Posca

Droga dello stupro, il conduttore tv Ciro Di Maio rischia due anni per spaccio. Il pm: «Non era per uso personale»

Rischia una condanna a due anni e tremila euro di multa Ciro Di Maio, il conduttore tv arrestato ad agosto perché trovato in possesso a casa sua di un litro di Gbl, la cosiddetta droga dello stupro. È quanto ha chiesto ieri il pm Leonardo Lesti al processo a carico del conduttore, accusato di detenzione ai fini di spaccio. Lo scorso agosto Di Maio si era fatto spedire dall'Olanda nella sua casa, in zona Loreto, un litro di cosiddetta Gbl, allo stato liquido e incolore, conosciuta anche come droga dello stupro.
Ciro Di Maio, 47 anni, è volto tv di programmi di viaggi e in diverse fiction, oltre ad aver esordito a fine anni Ottanta come uno dei carramba boys. Ieri il pm in aula ha affermato che quella droga «non era destinata ad un uso personale, almeno una parte non lo era». E lo dimostrerebbe una «serie di acquisti fatti sul web nel corso nel tempo per quantità rilevanti» e le «chat acquisite sul suo telefono» già a dicembre 2020. «Non sono uno spacciatore, la sostanza non era destinata a feste o altro, era solo per me, ne sono dipendente e sto cercando di seguire un programma terapeutico che prevede di scalare, riducendo mano a mano il consumo», aveva detto di Maio dopo l'arresto lo scorso agosto (ora ha l'obbligo di firma). Il suo legale Nadia Savoca ieri ha portato come teste a difesa una psicoterapeuta che aveva in cura il conduttore e che ha raccontato come «nel 2019 mi chiamò disperato, perché aveva aumentato l'uso di sostanze, soprattutto Gbl». Lui le avrebbe detto: «Io sto male non ne posso fare a meno, la assumo più o meno ogni 2 ore».
Il conduttore aveva già ottenuto prima i domiciliari e poi l'obbligo di firma nell'altro procedimento a suo carico, sempre per acquisto e detenzione ai fini di spaccio, per un ordine da 4 litri di Gbl dalla Cina, che lo aveva fatto finire in carcere a dicembre 2020. La difesa, ha spiegato il pm Lesti, «non è riuscita ad escludere oltre ogni ragionevole dubbio la cessione a terzi» del Gbl. Comunque ha chiesto le attenuanti generiche per il suo «particolare stato di malattia». Il 5 luglio parlerà la difesa.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Giugno 2022, 07:49
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