Estate, come dovrebbe essere e com'è davvero: zero distanziamenti, vince la trasgressione

di Mauro Evangelisti
Fatti più in là, stando alle regole questa è l'estate della distanza. Prenotazione del posto nello stabilimento balneare, una app per verificare se vi sia ancora spazio nella spiaggia libera, solo aperitivi ai tavoli ben distanziati, niente discoteche e mascherina indossata al chiuso, no agli assembramenti. Le regole dell'estate del coronavirus, suggerite dal comitato tecnico scientifico, riassunte nel Dpcm del mese scorso del governo, shakerate con le varie ordinanze delle regioni che hanno corretto e rivisto i vari provvedimenti, dovevano fare muro contro l'avanzata del coronavirus. Mandarlo, per quanto possibile, in ferie. Ma tra dire e il fare, in molte zone dell'Italia, c'è di mezzo il mare, ma anche la montagna e i laghi. Per non parlare delle piazze delle città che, dopo la prigionia del lockdown sono esplose in modo irrazionale.

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METRI QUADRATI
Ma rivediamole le regole dell'estate, sgomberando dalla mente una delle tante bufale che nella noia della quarantena abbiamo inseguito, il plexiglas che secondo qualche grafico doveva dividere i vacanzieri in spiaggia. Il Dpcm è più concreto: ogni ombrellone deve avere una superficie a disposizione di 10 metri quadrati. Una innovazione gradita da molti, che ha fatto però aumentare le tariffe. Inoltre, la regola vuole che «tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri». La mascherina deve essere sempre a portata di mano, ma non è obbligatoria all'aperto, a differenza ad esempio di una meta turistica molto amata dagli italiani, le Baleari, dove invece si viene multati se si passeggia senza il dispositivo di protezione. E nella spiaggia libera? Qui diviene tutto ancora più complicato: se dove c'è uno stabilimento (o un Bagno come direbbero nella riviera romagnola) il gestore ha più o meno l'interesse a vigilare sul rispetto delle regole per non rischiare sanzioni, sulle spiagge libere le amministrazioni pubbliche faticano a mantenere l'ordine. Ma che cosa prevedono le regole «al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone»? Vietati sport di gruppo, vietate le discoteche all'aperto (anche se non in tutte le regioni, in Emilia-Romagna e in Lombardia ora si può, ma ovviamente non al chiuso). L'estate del coronavirus è anche quella delle mascherine obbligatorie nei luoghi chiusi, a partire dai ristoranti, e sui mezzi di trasporto come treni e aerei. Ma è proprio negli aeroporti che le regole sono assai bizantine: inizialmente sugli aerei doveva essere lasciato libero il posto di mezzo nella fila da tre, ma alcune compagnie non lo fanno.

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CODE PER IL BAGAGLIO
Il trolley, secondo l'Enac, non può essere imbarcato, perché altrimenti si rischiano assembramenti alle cappelliere. Il paradosso è che così si creano lunghe file, come ad esempio testimoniava ieri su Twitter l'ex ministro Carlo Calenda, al banco per la consegna del bagaglio da imbarcare in stiva oppure al nastro per il recupero. Va meglio sui treni dell'alta velocità, dove i posti sono a scacchiera, l'obbligo della mascherina viene rispettato, discesa e salita sono ben regolati. E i bagagli nelle cappelliere dei treni, chissà perché, si possono mettere.
 
 


LA REALTÀ
Altro che ballo in mascherina nell'estate del coronavirus: il ballo è proibito, ma esplode oltre le regole manco fosse un remake di Footloose; la mascherina è obbligatoria, ma sta rapidamente sparendo, soprattutto tra i più giovani, ammassati nelle piazze o anche all'interno dei locali o degli stabilimenti.
APERITIVO Quanto è sottile la differenza tra una discoteca all'aperto e un aperitivo, il dj che mette la musica, i giovani al tavolo che si alzano e cominciano a ballare? In Romagna il problema non si pone, la Regione ha dato il via libera alle discoteche all'aperto, con il famoso ballo di coppia consentito solo tra congiunti per salvare il liscio; ma nel Lazio sono ancora proibite. Però sul litorale romano, può succedere: aperitivo, musica, ballo, la differenza è - come dire - sfumata.

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E mantenere le distanze mentre risuonano i tormentoni di Irama, Elodie, Giusy Ferreri ed Elettra Lamborghini non è semplice. Assembramenti, certo. Oltre le regole: nella meraviglia di Mondello in Sicilia, ma anche nelle spiagge libere di Sabaudia o nei bagni dei lidi ravennati, le distanze si sciolgono al sole: quando intervengono i vari steward o agenti della polizia locale per provare a salvare il salvabile, i risultati sono deludenti. Ore 12,30, Ostia, altezza di piazzale Magellano: l'immagine scattata ieri mostrava centinaia di bagnanti in spiaggia sia nella parte libera sia in quella degli stabilimenti. Ed era perfettamente sovrapponibile a quella che avremmo scattato alla stessa ore il 12 luglio del 2019. Nessuno ha la mascherina, le distanze sono un'illusione, non sembra l'estate del coronavirus. Nei lidi romagnoli, i Bagni, a volte rispettano le regole delle distanze, a volte le buone intenzioni vengono spazzate via dopo pochi giorni. Racconta una famiglia in vacanza: «All'inizio il fatto che l'ombrellone costasse di più non ci pesava, perché avremmo avuto più spazio; ma poi rapidamente, dopo qualche giorno, le distanze sono sparite».

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Ovunque, la ricerca di trasgressione, marchio di fabbrica dell'estate, è ancora più impellente (e incosciente): all'Argentario, nel Grossetano, una festa abusiva in una villa con 350 persone è stata interrotta dai carabinieri. Sabaudia, in provincia di Latina, vede nei fine settimana l'assalto dei romani (ma non solo), perfino più numerosi del passato a causa dello stop ai viaggi all'estero, e si crea un doppio problema: da una parte, negli stabilimenti che tentano di rispettare le regole, diviene difficile limitare gli accessi all'ora dell'aperitivo; nella spiaggia libera, assai estesa, il rispetto delle distanze spesso non c'è. Ma l'estate della prudenza perduta, anche se il coronavirus non è andato in ferie, non si sta sviluppando soltanto al mare. Immagini di movida senza distanza e senza mascherine rimbalzano da tutta Italia; a Roma il Campidoglio è intervenuto con delle barriere mobili per limitare gli assembramenti a suon di musica a piazza Trilussa, Trastevere. Ma l'altra notte, secondo round, tra ragazzi (ma non solo) che sfrecciano sui monopattini e rari eroi che continuano a indossare la mascherina. Raccontano dalla Polizia di Roma Capitale: «Abbiamo chiuso una discoteca e isolato alcune aree in zone della movida a causa di assembramenti, come piazza Trilussa e piazza Bologna dove le pattuglie hanno chiuso nuovamente tutto per un po', dopo aver proceduto a disperdere la folla»

Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Luglio 2020, 10:53
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