Strage di Bologna, oggi la commemorazione delle vittime 41 anni dopo. Mattarella: «Ombre non dissipate»

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Sono trascorsi 41 anni dall'attentato alla stazione di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980. In città è il giorno della commemorazione che vede il ritorno del tradizionale corteo da piazza Nettuno a piazza Medaglie d’Oro. Dopo la pausa dello scorso anno a causa della pandemia, sfilano istituzioni, famigliari delle vittime e cittadini. C'è anche la ministra  per la Giustizia Marta Cartabia per portare la vicinanza del governo. 

 

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LA COMMEMORAZIONE La giornata dedicata alla memoria delle vittime è iniziata con l’arrivo in Montagnola, tra 6.30 e le 8.30, delle staffette podistiche. Poi nel Cortile d’Onore del Comune, il sindaco e il presidente della Regione Stefano Bonaccini hanno incontrato i familiari. Dalle 9.15 il corteo. Alle 10.25, il triplice fischio di un locomotore ha ricordato il momento esatto dell’esplosione. Seguito un minuto di silenzio in memoria delle vittime. 

 

CARTABIA IN RAPPRESENTANZA DEL GOVERNO «La scelta di essere qui oggi accanto a ciascuno di voi, non solo a titolo personale è per testimoniare il bisogno di ascoltare ancora le vostre voci, il vostro lavoro, le vostre testimonianze. Il Governo è qui presente per testimoniare la sua vicinanza», ha detto la ministra della Giustizia in un passaggio del suo Intervento alle commemorazioni della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
 

LE DICHIARAZIONI DI SERGIO MATTARELLA Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 41° anniversario della strage di Bologna, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti. I bolognesi e gli italiani seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani. L’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità. La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà conquistati con la lotta di Liberazione. La vicinanza, che rinnoviamo a quanti sono stati colpiti negli affetti più preziosi da tanta ferocia, costituisce anche pegno per il futuro, affinché il patrimonio di valori e di umanità, che sta alle fondamenta della nostra società, sia percepito sempre più come un bene comune indivisibile».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 3 Agosto 2021, 22:14
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