Sanità, addio al superticket? Ma spunta il rischio stangata per i redditi medi

Sanità, superticket: rischio stangata per i redditi medi

Oltre alla legge di bilancio, il Governo guidato dal premier Giuseppe Conte sta studiando anche alcune misure sulla Sanità: una delle misure riguarderebbe il superamento del ‘superticket’, il balzello nato nel 2011 di 10 euro, su visite ed esami. Superamento promesso dal ministro della Salute Roberto Speranza, ma che è una misura per cui serviranno quasi 500 milioni di euro.

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Secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, l’addio al superticket rientra in un progetto di riforma generale dei ticket: un disegno di legge che potrebbe essere collegato alla manovra, che punterebbe a cambiare e rimodulare gli esborsi dei cittadini in base al reddito. Si rischierebbe però un conto molto salato per le famiglie con reddito medio o medio-alto (tra i 36mila e i 100mila euro): circa il 20% degli italiani, che si ritroverebbero un ticket ancora più alto di oggi.

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Attualmente il ticket ordinario ha un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta: il 54% degli italiani è però esente e non paga nulla (gli anziani, chi ha gravi patologie, chi ha un reddito inferiore a 36mila euro). L’obiettivo, come ha spiegato lo stesso Speranza, è che chi guadagna tanto possa pagare di più per una visita specialistica rispetto ad un lavoratore dipendente con una fascia di reddito più bassa. Ma il superticket per adesso, tra regioni che lo applicano integralmente, chi in forma ridotta e chi non lo applica, è una vera e propria matassa in cui è difficile trovare il bandolo.
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 19:14
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