Addio mascherine: via su treni e autobus ma i contagi Covid riprendono a correre

Addio mascherine: via su treni e autobus ma i contagi Covid riprendono a correre

di Greta Posca

Per due anni e mezzo l’abbiamo tenuta sempre con noi. Ora la mascherina può andare in pensione. O quasi. Oggi è l’ultimo giorno in cui la protezione simbolo della pandemia è obbligatoria a bordo di treni, navi, autobus, tram e metro. Da domani liberi tutti, benché il Covid sia tutt’altro che finito. Anzi, nell’andamento settimanale cominciano a vedersi i segni di una nuova onda. Ma nonostante l’aumento dei casi - +34% negli ultimi sette giorni - ogni proroga dell’uso della mascherina è da escludere, perché il governo Draghi è ancora in carica solo gli affari correnti.

OSPEDALI. La mascherina resta soltanto negli ospedali e nella Rsa: ieri il ministro della Salute Speranza ha firmato l’ordinanza che proroga di un mese - quindi fino al 31 ottobre - l’obbligo di utilizzare le mascherine per lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani.

LUOGHI DI LAVORO. La mascherina resta obbligatoria fino al 31 ottobre dove non è possibile il distanziamento dei lavoratori di almeno un metro. Spetta al datore di lavoro la fornitura delle Ffp2.

OBBLIGO VACCINALE. Resta fino al 31 dicembre solo per chi lavora nella sanità.

DATI IN SALITA. L’Italia si toglie la mascherina proprio quando i contagi da Covid danno segnali di ripresa. Secondo il monitoraggio settimanale del Gimbe, tra il 21 e il 27 settembre i nuovi casi sono aumentati del 34%. Tornano a salire anche i ricoveri ordinari, segnando un +4,5%. L’aspetto positivo è che si mantiene in calo l’occupazione delle terapie intensive (-14,7%) e il numero dei decessi (-8,1%). «Dopo il modesto incremento registrato la scorsa settimana - afferma Nino Cartabellotta, presidente Gimbe - assistiamo a un balzo di nuovi casi settimanali che da poco meno di 108mila sfiorano quota 161mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 23mila al giorno». L’incremento riguarda tutte le regioni: si va dal +5,9% della Sicilia al +50,9% del Veneto.

QUARTA DOSE. Non decolla, secondo il Gimbe. Il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi del vaccino anti-Covid si ferma al 17%, rispetto al 16,6% della settimana precedente, con nette differenze regionali: dal 7,7% della Sicilia al 28,3% dell’Emilia Romagna. La platea di persone candidate a ricevere il secondo richiamo è di oltre 19,1 milioni di persone: al 28 settembre sono state somministrate 3.257.289 quarte dosi.


Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Ottobre 2022, 13:33
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