Pregliasco: «Giusto togliere le mascherine in questa fase, ma l’obbligo potrebbe tornare»

Pregliasco: «Giusto togliere le mascherine in questa fase, ma l’obbligo potrebbe tornare»

di Valeria Arnaldi

Le mascherine su bus e treni, da domani, non saranno più obbligatorie. Fabrizio Pregliasco, virologo, docente all’Università Statale di Milano, è un rischio?

«In questa fase epidemiologica può andare bene. Ci siamo guadagnati maggiore libertà anche grazie al lockdown e alle altre misure adottate. D’altronde, bastava prendere treni e bus per vedere quanti fossero insofferenti alla mascherina. In ogni caso, bisogna tenere presente che, in base ai dati dello sviluppo della malattia, potrà anche essere reintrodotta».

Nelle strutture sanitarie però l’obbligo rimane.

«In ospedali e Rsa rimarrà ancora almeno per un mese. E la parola “almeno” rimanda proprio al fatto che poi bisognerà valutare in base ai numeri».

Ora i dati rilevano un aumento di casi, cosa sta accadendo?

«Si spera sia solo l’onda di risalita, che potrà essere ridotta nel momento in cui tanti tra i più fragili si vaccineranno. Il vaccino non potrà essere riproposto come obbligatorio e universale, ma è auspicabile, appunto, che i più fragili lo facciano».

Il rialzo di casi era atteso?

«Sì, in Australia, in inverno, ossia il nostro agosto, si è verificata la compresenza di Covid e influenza, difficilmente distinguibili. Casi dell’influenza, più intensa, proveniente dall’Australia, già ci sono in Italia».

Ci saranno nuove misure?

«Dipenderà da più variabili e anche dalle decisioni politiche, che sono sempre il frutto di una mediazione tra esigenze sanitarie, economiche e via dicendo».

E se la linea dovesse essere quella di abolire le mascherine, come è stato ipotizzato in passato?

«Mi auguro che, finite le dichiarazioni elettorali, a prevalere sarà comunque la scienza».

Molti, intanto, la mascherina sembrano averla dimenticata ormai da tempo.

«In parte, questo è frutto anche della narrazione del virus rabbonito, diciamo. La situazione che vediamo oggi deriva dal fatto che molti ormai hanno avuto il Covid e, dunque, hanno statisticamente meno possibilità di riammalarsi».

Cosa ci attende, guardando avanti?

«Siamo in una fase di transizione verso l’andamento endemico. Il Covid non sarà costante ma avrà un andamento a ondate, si presuppone e spera che saranno come le onde di un sasso nello stagno sempre meno intense. Va bene stare più tranquilli, ma sempre monitorando la situazione».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Settembre 2022, 08:11
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