Maltrattamenti sui disabili, blitz dei Nas: 8 arresti, anche medici e un religioso

Video

Quindici misure cautelari sono in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri del Nas nei confronti di persone coinvolte, a vario titolo, in un'inchiesta su «ripetuti e violenti maltrattamenti» su disabili in una struttura riabilitativa di Venosa (Potenza). Tra le persone coinvolte - secondo quanto si è appreso - vi sono dipendenti, medici e un religioso. Otto persone sono state arrestate e poste ai domiciliari: la struttura riabilitativa è quella dei «Padri Trinitari» di Venosa (Potenza). Stamani - secondo quanto si è appreso - sono state eseguite anche le misure cautelari di cinque divieti di dimora e di due interdizioni dalla professione medica.

PICCHIATI E TRASCINATI Calci, pugni, schiaffi e «trascinamenti a terra» per essere trasferiti dal corridoio alle stanze: è «l'inaccettabile e penoso sistema di vita quotidiano» che hanno dovuto subire alcuni ospiti di una struttura riabilitativa di Venosa (Potenza), interrotto stamani dai Carabinieri del Nas. Su ordine del gip del Tribunale di Potenza, i Carabinieri hanno posto agli arresti domiciliari otto persone, hanno notificato cinque divieti di dimora e hanno sospeso dalla professione un neuropsichiatra e un medico.

Uno dei divieti di dimora - da Venosa e da Bernalda (Matera) - è stato notificato a padre Angelo Cipollone, dei Padri Trinitari, direttore e legale rappresentante dell'Istituto medico psico-socio pedagogico «Ada Ceschin Pilone». Le indagini sono cominciate dopo la denuncia della madre di un paziente. Dopo aver notato «ematomi e graffi» sul corpo del figlio, la donna si era rivolta al personale dell'istituto di riabilitazione, ricevendo in risposta «sempre spiegazioni evasive e di comodo». 

UN ARRESTATO È UN EX PAZIENTE Era stato in cura nell'Istituto dei Padri trinitari di Venosa (Potenza) - convenzionato con il Sistema sanitario nazionale - e poi era stato assunto per l'assistenza ai disabili con problemi psichici (in totale 140, molti dei quali affetti dalla sindrome di Down e da autismo): oggi è stato arrestato e posto ai domiciliari (insieme ad altre persone) nell'ambito dell'inchiesta «Riabilitazione invisibile» coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza e condotta dei Carabinieri del Nas.

I dettagli dell'operazione sono stati forniti stamani in una conferenza stampa negli uffici della Procura della Repubblica alla quale hanno partecipato il Procuratore capo facente funzioni, Francesco Basentini, il pm Vincenzo Lanni, il comandante del Nas di Napoli, tenente colonnello Vincenzo Maresca, e il comandante del Nas di Potenza, capitano Carmelo Marra. Anche la mancanza di qualificazione professionale degli educatori e la conseguente «riabilitazione invisibile» - accertata da consulenze tecniche eseguite da psicologi e psichiatri pure attraverso test ai pazienti - sono al centro delle indagini cominciate nel novembre del 2016 e andate avanti per diversi mesi con intercettazioni audio-video e telefoniche. E nelle immagini esaminate dagli investigatori, oltre ai maltrattamenti, è stata notata anche la «deliberata indifferenza e trascuratezza» degli educatori rispetto agli «elementari bisogni assistenziali affettivi e riabilitativi dei pazienti»: in un caso, ad esempio, due degli arrestati stavano giocando a carte dando le spalle ai pazienti.

OMESSO INVIO AL PRONTO SOCCORSO «Negli anni» i due medici presenti nell'Istituto dei Padri Trinitari di Venosa (Potenza) hanno «omesso di registrare l'invio al pronto soccorso di alcuni pazienti per ferite lacero-contuse varie e traumi cranici». È quanto emerso da 22 cartelle cliniche e diari clinici sequestrati dai Carabinieri del Nas nell'ambito dell'operazione «Riabilitazione invisibile» coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza. Nei confronti dei due medici - Michele Germano (neuropsichiatra infantile) e Francesco Mango (chirurgo specializzato in psicologia clinica) - è stata emessa la misura cautelare della sospensione ed interdizione dalla professione medica.

Le otto persone arrestate e poste ai domiciliari sono Giovanni Adorno, Bartolomeo Genosa, Salvatore Marilli, Michele Mollica (assistenti ai disabili) e Vincenzo Briscese, Filippo D'Argenzio, Sergio Di Tria e Rocco Divietri (educatori). Il divieto di dimora nel comune di Venosa è stato disposto nei confronti di Gerardo Antonio Pepe (coordinatore degli educatori e degli assistenti disabili) e degli educatori Sebastiano Paradiso, Michele Pugliese e Donato Santoliquido. Per padre Angelo Cipollone il divieto di dimora invece riguarda Venosa e Bernalda (Matera), l'altro comune lucano dove i Padri Trinitari gestiscono un altro centro riabilitativo. 

CODACONS: TELECAMERE NELLE CASE DI CURA «Subito telecamere di sorveglianza in tutte le case di cura e le strutture sanitarie che si occupano di anziani e disabili»: è la richiesta del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, dopo la scoperta di maltrattamenti in un istituto di assistenza ai disabili di Venosa (Potenza). «Oramai - ha aggiunti Rienzi - non passa giorno senza la notizia di arresti e inchieste su maestre e dipendenti di case di cura e strutture sanitarie accusati di percosse e maltrattamenti su bambini, pazienti anziani o disabili. Siamo di fronte ad un preoccupante allarme ed è evidente che servono più controlli su tutto il territorio, per verificare le condizioni di assistenza ai pazienti e l'adeguatezza del personale in servizio».

«Il Ministero della salute deve intervenire sia effettuando ispezioni a tappeto nelle case di cura e raccogliendo le segnalazioni dei pazienti e dei loro familiari, sia installando telecamere di videosorveglianza in tutte le strutture, perché solo così - ha concluso il presidente del Codacons - è possibile prevenire episodi di violenza come quello di Venosa, casi aberranti perché coinvolgono soggetti che non possono né difendersi, né denunciare gli abusi». 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Marzo 2018, 20:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA