Sicilia, tempesta di vento: alberi caduti e tetti divelti. I vigili del fuoco: «E' stato un inferno». Ginostra isolata: pontili distrutti

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Alberi abbattuti, tegole divelte, cartelloni caduti al suolo e diversi gazebo distrutti. È il bilancio di una notte di vento forte e pioggia che si sono abbattuti sulla città di Palermo. Sono stati oltre 120 gli interventi dei Vigili del fuoco che sono ancora al lavoro. «È stato un inferno», dicono i vigili del fuoco. Intanto anche oggi sarà allerta meteo a Palermo. Ieri sera la Protezione Civile Regionale siciliana ha diffuso un avviso per il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico, valido fino alle 24 di oggi. A Palermo resteranno chiuse, per il forte vento, ville e giardini.

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EOLIE ISOLATE
Ancora isolate, a causa del maltempo che si è abbattuto sulla Sicilia, le isole Eolie. Il mare ha raggiunto anche forza 6-7. Da ieri sono interrotti i collegamenti marittimi con le isole Stromboli, Ginostra, Panarea, Alicudi e Filicudi. E ieri pomeriggio gli aliscafi e i traghetti si sono fermati anche da Milazzo per Lipari, Salina e Vulcano. La preside della scuola elementare, Mirella Fanti, ha lanciato sempre ieri un appello perché gran parte dei docenti arriva dalla terraferma e quindi non può raggiungere Lipari. Paura a Ginostra dove il mare in tempesta ha distrutto i pontili e fatto volare in mare cassonetti e rifiuti. I residenti lanciano l'allarme: "In caso di eruzione del vulcano, noi saremmo bloccati nell'isola". 

 

FAMIGLIE BLOCCATE
A San Martino delle Scale, nei pressi di Monreale, alcune famiglie sono rimaste bloccate nelle proprie abitazioni a causa di grossi arbusti caduti proprio davanti all'ingresso degli appartamenti. Inoltre sono caduti molti cornicioni che si sono staccati dai tetti. Decine i cartelloni pubblicitari divelti. Ma i Vigili del fuoco di Palermo confermano all'Adnkronos che «fino a questo momento non si registrano feriti».

L'APPELLO DEI RESIDENTI
Il forte vento e la pioggia che da ieri hanno colpito la Sicilia ha distrutto e divelto il pontile degli aliscafi di Ginostra sull'isola di Stromboli. «Se ci dovesse essere una eruzione, i mezzi veloci non potranno attraccare e ci verrebbe preclusa anche una eventuale evacuazione», denuncia all'Adnkronos Gianluca Giuffrè, un abitante di Ginostra. «I costoni fronte porto franano e il tutto accade nell'indifferenza di chi ci amministra», aggiunge Giuffrè. «Lo scorso luglio quando c'è stata l'eruzione gran parte delle persone ha lasciato l'isola con gli aliscafi e oggi sarebbe improponibile - aggiunge - Tutto questo si poteva evitare perché da sei anni c'è un progetto di messa in sicurezza ma i lavori non sono mai iniziati, E ora i ritardi hanno fatto sì che il pontile sia stato divelto e spazzato via». Finite in mare anche due imbarcazioni. Non solo. Il mare ha inoltre spazzato via il centro di raccolta dei rifiuti, in attesa di essere trasportati da una nave, «quindi ha portato via anche tutti i cassoni contenenti i rifiuti - dice ancora Giuffrè - ed è la seconda volta che accade perché era accaduto anche nel marzo 2018 e noi lo avevamo già segnalato anche alla Procura. Il risultato è un disastro ambientale perché i sacchi con i rifiuti sono finiti in mare». «Facciamo un appello alla sensibilità del Presidente della Regione Nello Musumeci che ci è stato vicino in occasione degli eventi vulcanici. Solo lui può aiutarci», ha aggiunto Giuffrè.

FIUME STRARIPATO
La strada statale 115 'Sud Occidentale Sicula' è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni dal km 280,000 al km 285,000, in corrispondenza di Acate in provincia di Ragusa, per l'allagamento della carreggiata a seguito dello straripamento del fiume Dirillo. Il traffico è indirizzato in loco su percorsi alternativi: per chi proviene da Gela direzione Vittoria uscita obbligatoria su SP31; per chi proviene da Vittoria direzione Gela uscita obbligatoria presso la SP1. Il personale Anas e le Forze dell'Ordine sono sul posto per ripristinare la transitabilità appena possibile.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 14 Dicembre 2019, 09:17
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