Civitanova, la famiglia di Alika: «Le scuse non bastano, vogliamo giustizia»

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di Redazione web

Civitanova Marche, le scuse di Filippo Ferlazzo non bastano alla famiglia di Alika Ugorchukwu. Il 32enne di origini campane, in carcere per l'omicidio del venditore ambulante nigeriano, ha chiesto scusa per l'accaduto, come riferisce l'avvocata che gli è stata assegnata d'ufficio.

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La famiglia di Alika: «Vogliamo giustizia»

La famiglia di Alika Ogorchukwu ha risposto con poche parole alla notizia delle scuse chieste da Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo. E lo ha fatto tramite l'avvocato Francesco Mantella, che si sta occupando del caso. «Le scuse non bastano. Ora serve solo giustizia, non vendetta. È difficile riuscire a comprendere quello che è successo», ha spiegato il legale.

L'avvocato: «Perché Ferlazzo non era vigilato?»

L'avvocato Mantella ha spiegato di avere piena fiducia nella Procura di Macerata, che si sta occupando del caso. Ma poi aggiunge:  «Se c'è un risvolto psichiatrico che si inserisce nelle cause dell'omicidio di Alika, serve riflettere: se Ferlazzo aveva un amministratore di sostegno, pare fosse la madre, perché questi non era vigilato? Bisognerà avviare una serie di verifiche». Il riferimento è ai disturbi psichiatrici di cui soffrirebbe Filippo Ferlazzo, per cui sarebbe stata nominata la madre, residente a Salerno, come amministratrice di sostegno. E per cui la legale d'ufficio del 32enne, Roberta Bizzarri, ha annunciato di chiedere una consulenza psichiatrica.


Ultimo aggiornamento: Domenica 31 Luglio 2022, 21:21
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