La dolce morte scelta da Dj Fabo in Svizzera ha riacceso il dibattito sulla legge

La dolce morte scelta da Dj Fabo in Svizzera ha riacceso il dibattito sulla legge sul fine vita. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che la legge sul testamento biologico arriverà in aula alla Camera il 13 marzo, nonostante la data inizialmente prevista fosse quella del 6 marzo. Il rinvio di una settimana dimostra che il dibattito non sarà semplice. «In questa situazione di fine legislatura una settimana non è poco - dice Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni - Ogni giorno che si perde aumenta consistentemente il rischio di non arrivare alla fine dell'iter legislativo». Proprio Marco Cappato, che ha assistito Dj Fabo e lo ha accompagnato nella clinica svizzera Dignitas per trovare la morte è ora accusato di «aiuto al suicidio» e rischia, secondo la legge italiana, una pena che va dai 5 ai 12 anni di carcere. «Sono pronto a difendere le mie ragioni. Ho aiutato Fabo ad ottenere l'assistenza medica alla morte volontaria in un Paese in cui è consentito quello che dovrebbe esser consentito anche da noi» ha commentato Cappato che si è autodenunciato spontaneamente. Ai carabinieri l'esponente dei Radicali ha raccontato di aver fatto salire Fabo con la carrozzella nella sua macchina e di aver guidato l'auto fino a Zurigo. Oltre a ripetere che è «pronto a rispondere di quello che ho fatto», Cappato ha ribadito che andrà avanti «continuando ad aiutare» coloro che vogliono andare in Svizzera per il suicidio assistito.
(A.Sev.)
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Giovedì 2 Marzo 2017, 05:00