Tolleranza zero a scuola: «Troppe espulsioni per capelli e abiti». È polemica
di Domenico Zurlo

Tolleranza zero a scuola: «Troppe espulsioni per capelli e abiti». È polemica

Tolleranza zero a scuola: non solo per droghe e armi, ma anche per le violazioni legate all’abbigliamento e al taglio di capelli. Accade in Gran Bretagna, dove i parlamentari hanno parlato di «punizioni inutili» in base a codici di comportamento troppo severi, con tanto di espulsioni in numero crescente: i dati vengono dal nuovo rapporto pubblicato dalle autorità britanniche.

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Le politiche di tolleranza zero sono diventate molto popolari tra presidi e direttori delle scuole, vogliosi di infondere disciplina tra gli studenti: ma la politica ha criticato fortemente questo tipo di approccio, per via dei troppi casi di ragazzi sospesi o espulsi dalle scuole, scrive il Telegraph.

«Sarebbe ragionevole che le scuole adottassero un approccio severo contro droghe e armi - si legge nel rapporto - mentre una cultura intollerante alle infrazioni minori, come quelle sui tagli di capelli o sull’uniforme, creerà un ambiente dove gli alunni sono puniti inutilmente, mentre dovrebbe esserci flessibilità e un certo grado di discrezione».

Secondo il rapporto tra il 2006 e il 2013 il numero di espulsioni è stato ridotto di quasi la metà, ma dal 2013 ad oggi è aumentato (+40% negli ultimi tre anni). I divieti vanno dal taglio di capelli alle chewing-gum, dalle scarpe alle camicie senza risvolto, ai bottoni slacciati, alle maniche arrotolate: una cultura decisamente troppo rigorosa, impensabile ad esempio in Italia.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Luglio 2018, 10:16
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