Dimmi che non vuoi morire, le statue che ispirarono Ovidio. A Tivoli
di Silvia Natella

Dimmi che non vuoi morire, le statue che ispirarono Ovidio. A Tivoli

Uno sguardo sull’immortalità nel percorso visivo proposto dalla mostra E dimmi che non vuoi morire, che presenta per la prima volta al pubblico il gruppo scultoreo scoperto nel 2012 nella Villa di Messalla a Ciampino. Le sette statue che ispirarono il poeta Ovidio nel raccontare il mito di Niobe nelle Metamorfosi sono marmi bianchi che arrivano a noi dopo complesse operazioni di restauro. 


Capolavori integri che sono sopravvissuti al trascorrere dei secoli, immortali come quel personaggio mitologico imprigionato nella pietra con il suo dolore e punito dagli dei per la sua superbia. Un racconto lungo oltre duemila anni che fonde arte e letteratura in occasione dell’anniversario della morte del poeta. Nell’esposizione, oltre al gruppo scultoreo centrale, anche pregiate ceramiche antiche a figure rosse, come quella del Pittore di Arpi rappresentante Andromeda e Niobe, e fregi rinascimentali realizzati da Polidoro da Caravaggio, fino al celebre Nudo e Albero firmato da Mario Sironi degli anni Trenta e al Red Carpet di Giulio Paolini che esprime l’atrocità della strage in chiave contemporanea.

Istituto Villa Adriana e Villa d’Este Santuario di Ercole Vincitore, via degli Stabilimenti 5, Tivoli, fino al 23/09 lun-dom ore 10-18. A cura di Andrea Bruciati e Micaela Angle
Martedì 17 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:36
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