Insegue i cervi in motorino, gli animali terrorizzati si lanciano da un ponte di 30 metri

di Enrico Chillè
Ha inseguito tre cervi in motorino, filmando tutto con lo smartphone e divertendosi a vedere gli animali che, sempre più terrorizzati, arrivano a lanciarsi da un ponte. È accaduto qualche notte fa a Morbegno (Sondrio) e ora si cerca di risalire al responsabile di un gesto così assurdo e disumano.

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Nel filmato si vede il motociclista inseguire tre cervi lungo la strada adiacente all'Adda, in direzione del Ponte di Granda. Due degli animali, molto spaventati, cercano di sfuggire oltrepassando una barriera e raggiungendo le rive del fiume, mentre il terzo cervo, inseguito dal motociclista, inizia a correre. Sempre più terrorizzato dal rumore e dalle luci, l'animale tenta di fuggire attraverso il ponte, mentre l'autore del filmato lo insegue ridendo: alla fine il cervo, pur di sfuggire, si lancia dal ponte facendo un volo di quasi 30 metri e fuggendo attraverso il fiume.

Come riporta Il Giorno, non è chiaro se l'animale sia effettivamente riuscito a mettersi in salvo: nel filmato si vede il cervo nuotare nell'Adda, ma è possibile che abbia riportato fratture o altre lesioni gravi. Intanto, si cerca il responsabile: il video, molto probabilmente, è stato inviato dall'autore ad alcuni conoscenti su WhatsApp e da lì sia 'rimbalzato' su Facebook. Il paradosso è che, qualora venisse individuato, l'uomo sarà punito più severamente per la ripresa alla guida del motorino che per l'atto di crudeltà gratuita inflitto ai cervi: come spiega Graziano Simonini, comandante della polizia provinciale di Sondrio, per il deliberato disturbo arrecato agli animali è prevista una multa di circa 100 euro, mentre per l'utilizzo del cellulare scatta la sospensione della patente da sette a 30 giorni e una multa da 422 a 1.697 euro.

Il video, una volta pubblicato sul web, è diventato subito virale. Oltre alle indagini, è scattata la denuncia da parte delle principali associazioni animaliste italiana e anche da Daniela Martani.
La Lega italiana difesa animali e ambiente di Sondrio ha commentato così: «La demenza non ha limiti, la cattiveria pure. Bisogna far sì che questo imbecille venga allo scoperto».
Dello stesso avviso la Lega nazionale per la difesa del cane, che ha sporto denuncia. «A volte provo a mettermi nella testa di chi fa cose del genere, per cercare di capirne le motivazioni, ma non riesco proprio a spiegarmelo. Non è una bravata o un gioco, è violenza e chi fa queste cose agli animali è pericoloso anche per le persone. È ora di dire basta alla concezione degli animali come oggetti a disposizione dell’uomo per il suo divertimento e per sfogare complessi irrisolti. Gli animali – che siano selvatici o meno – sono esseri senzienti e come tali vanno rispettati e difesi», ha affermato la presidente, Piera Rosati, in un comunicato.
«Oggi abbiamo depositato una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma in merito all’orribile vicenda di Morbegno. L’atto di inseguire un animale selvatico al fine di cagionare sofferenza è una violazione della legge 189/2004, ovvero del Codice Penale (articolo 544 ter). Inoltre, ravvisiamo una infrazione dell’art. 173 del Codice della Strada per uso del cellulare alla guida e una trasgressione dell’Ordinanza n.2 2016 della Provincia di Sondrio che prevede una sanzione amministrativa di circa 150 euro per aver arrecato deliberato disturbo agli animali» - si legge nella nota di Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape) - «Non tollereremo che questo macabro ‘divertimento’ ai danni di esseri indifesi rimanga impunito. Pertanto chiederemo che questo orrendo atto venga punito con la massima severità».
Mercoledì 13 Novembre 2019, 16:24
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