Stangata Taric, la rivolta dei ristoratori: «Come se la pandemia non ci fosse stata» Il sindaco indice un'assemblea
di Francesca Tomassini

Stangata Taric, la rivolta dei ristoratori:
«Come se la pandemia non ci fosse stata»
il sindaco indice un'assemblea

TERNI Disastro Taric. Amara sorpresa per i ristoratori dell’amerino che in questi giorni si sono visti recapitare le cartelle dei rifiuti. «Come se niente fosse -tuonano- come se non ci fosse una pandemia in corso, come se non fossimo tutt’ora costretti a tener chiusi i locali, come se qualche servizio d’asporto bastasse a coprire tutte le spese». 
Cifre che, in più di qualche caso, suonano come una sentenza di morte per attività già al collasso. «Ho ricevuto una cartella di oltre 14.000 euro -spiega amareggiato un ristoratore amerino- che ovviamente non posso pagare. Se fossero cifre più ragionevoli uno magari ci proverebbe anche. Abbiamo cent’anni di attività alle spalle e non abbiamo mai fatto debiti. Ma così non è pensabile. Stiamo lavorando con l’asporto ma gli incassi sono ridicoli e anche nei tre mesi dell’estate 2020 in cui abbiamo potuto aprire, a causa delle norme anti covid-19 al massimo della capienza di coperti ne potevamo fare 80 a fronte dei normali 200». Pietre della discordia il calcolo dell’annualità, a prezzo pieno, e la richiesta del pagamento anticipato per l’intero anno. «Mi aspettavo- continua sconsolato- che sarebbe stato applicato lo sconto del 30% come è successo lo scorso anno. Non è la salvezza ma almeno è un inizio. Invece niente». Ad aggravare la situazione, ci si mettono anche gli errori. «Nel nostro caso- precisa l’imprenditore- ci sono state conteggiate anche attività completamente chiuse. Nel conto hanno inserito una pizzeria, che abbiamo chiuso quattro anni fa, e la sala da ballo chiusa da febbraio 2020 a causa della pandemia e che sarà, se mai succederà, una delle ultime attività a riaprire». 
Una condizione che, seppur con piccole differenze, accomuna molte delle attività del territorio. Esasperati, diversi ristoratori hanno pubblicato sulle pagine social della città le proprie cartelle, suscitando grande solidarietà nell’opinione pubblica. Dal canto suo, per il prossimo 22 aprile alle 18, l’Amministrazione Comunale ha indetto un’assemblea pubblica. 
Nel frattempo, la sindaca Laura Pernazza attraverso una nota pubblicata nei giorni scorsi ha chiarito la propria posizione. «Crediamo -ha scritto- che pagare per un servizio non usufruito o usufruito in parte non sia equo. L’anno scorso grazie a risorse messe a disposizione dallo Stato ed in parte nostre siamo stati uno fra i comuni che hanno agevolato di più le aziende colpite dalla pandemia. Per il 2021 tuttavia -ha precisato- pur avendo stanziato in bilancio delle risorse dobbiamo attendere l’approvazione dell’emendamento al decreto ristori per poter applicare i fondi statali stanziati per finanziare le agevolazioni tributarie. Il termine per approvare le tariffe è stato prorogato al 30 giugno, speriamo che prima di allora arrivino le modifiche che tutti i Comuni e vari esponenti politici stanno chiedendo a gran voce. Per questo motivo abbiamo manifestato ad Asm tutto il nostro disappunto per non aver accolto la nostra richiesta di inviare nel frattempo le fatture in acconto sulla base delle cifre pagate 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Aprile 2021, 09:40
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