​A Canino va in scena la Sagra dell’olivo tra degustazioni e spettacoli folcloristici

​A Canino va in scena la Sagra dell’olivo tra degustazioni e spettacoli folcloristici

Un prelibato olio extravergine di oliva, i dolci tipici della Sabina e la “nonna del panettone”: così dal Lazio alla Valle d’Aosta, andrà in scena il fine settimana delle sagre nel ponte dell’8 dicembre.

Se pensi a Canino, la mente non può che correre all’olio extravergine d’oliva. Quello che si produce da tempo immemorabile nel paese della Maremma laziale, d’altronde, è fra i più pregiati d’Italia. Ecco perché in questo tratto della provincia di Viterbo la Sagra dell’Olivo rappresenta la festa per eccellenza dell’anno: giunto alla 59esima edizione, l’appuntamento tornerà puntuale dal 5 all’8 dicembre con il suo ricco programma di assaggi, intrattenimenti, spettacoli teatrali e rievocazioni storiche. Sarà possibile degustare l’olio novello, oltre che nei ristoranti tradizionali, anche nei tipici cantinoni aperti per l'occasione e nello stand della bruschetta, conoscerne da vicino il processo di produzione con le visite guidate all’interno dei frantoi, acquistarlo presso gli stand degli oleifici e gustarlo sulla bruschetta più grande del mondo; e non mancheranno le dimostrazioni di raccolta delle olive, gli assaggi guidati dell’olio nuovo e le degustazioni. Tra buona tavola e divertimento, si potrà andare alla scoperta di Canino, che sorge su dolci rilievi ricoperti di olivi a pochi chilometri dal confine con la Toscana, immerso in un territorio ricco di storia che affonda le sue radici nel periodo etrusco: il paese faceva parte di Vulci e solo più tardi divenne un territorio a se stante, porto sicuro per le popolazioni della zona durante le incursioni dei Saraceni.

Ancora nel Lazio, il 7 dicembre a Oliveto Sabino sarà acceso l’albero della “gnommera”, intorno al quale prenderanno il via i festeggiamenti per il periodo natalizio. La “gnommera” è il gomitolo di lana con cui le mamme e le nonne del posto passavano le lunghe serate invernali a cucire ad uncinetto le coperte di lana: l’albero ha l’obiettivo non solo di abbellire il piccolo borgo, ma anche di unire nella comunità di intenti e negli animi tutti gli abitanti e tutti coloro che frequentano il paese laziale, attraverso centinaia di metri di lana che, con molta pazienza, sono state trasformate in più di mille mattonelle ad uncinetto. Il coinvolgimento degli abitanti del posto è stato insomma massimo, e il 7 dicembree in programma l’inaugurazione dell’albero e l’accensione dell’illuminazione, in occasione delle quali ci sarà Babbo Natale, oltre ai dolci casarecci offerti dall’organizzazione e alla pizza e mortadella con il vin brulé.

Dal 6 all’8 a Hone, piccolo borgo della bassa Valle d’Aosta, si potrà infine assaggiare la micòoula, un originalissimo pan dolce di segale che si cucina usando gli ingredienti più disparati. Si tratta di un prodotto davvero particolare – da molti considerato l’antenato del panettone - che si differenzia dal comune pane nero per la presenza di castagne, noci, fichi secchi, uva passa, e, talvolta, anche scaglie di cioccolato. Fra degustazioni e intrattenimenti vari, anche quest’anno il momento più atteso della festa sarà il mercatino in programma l’8 dicembre, con gli abitanti del posto che proporranno ai visitatori anche dimostrazioni pratiche di impasto e cottura del pane. Consumata tradizionalmente nel mese di dicembre, la micòoula prende il nome dal dialetto franco-provenzale patois tipico di queste zone: significa infatti “pane un po’ più piccolo e un po’ speciale”.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 Dicembre 2019, 19:58
© RIPRODUZIONE RISERVATA