Brabante settentrionale: city break nell’Olanda dei “food lovers” e del design
di Sabrina Quartieri

Brabante settentrionale: city break nell’Olanda dei “food lovers” e del design

Una vivace provincia olandese fatta di tradizioni culinarie e gustosi prodotti locali, come asparagi, fragole, acciughe e persino caviale, porta in tavola innovazione e sostenibilità con piatti prelibati. Così, il Brabante settentrionale, grazie anche alle sue 21 stelle Michelin, diventa sempre più un’interessante destinazione per i “food lovers” che aspirano a un futuro green, e per gli amanti del design. Da Eindhoven a Veghel fino a Den Bosch, si delizia infatti il palato all’interno di impressionanti silos ed ex caserme riconvertite in hub creativi. La prima tappa di un tour trendy all’insegna delle tentazioni golose è Kazerne, Home of design. Un luogo stimolante nel cuore di Eindhoven, la città famosa per la “Dutch Design week” che, in questa ultima edizione, ha avuto tra i focus proprio l’innovazione nel food. Già acclamata dal “New Your Times” come una delle attrazioni da non perdere nella città olandese, la ex caserma della polizia, grazie a una ristrutturazione che ne ha valorizzato la vocazione originaria, diventa oggi un microcosmo per l'arte e la tecnologia, senza dimenticare il buon cibo e il buon bere.
 
 


«È qui che gli ospiti incontrano la comunità creativa locale, in un ambiente suggestivo dove le conversazioni sul food e sul design si svolgono in modo naturale», spiega Annemoon Geurts, co-creatore di “Kazerne”. L’edificio storico dispone di 2.500 metri quadrati di superficie espositiva (con mostre che cambiano ogni quattro mesi), e comprende otto camere e loft di lusso, diverse sale riunioni, un negozio di design e due ristoranti. Se il bar bistrot industriale dal tocco italiano è stato aperto nel 2014, è del 2019 il raffinato ristorante in pieno stile nordico. Il suo menu, creato dagli chef Nik Tonglet, Mark Groenendaal e dal giovane svedese Rasmus Olander (con un’esperienza precedente nel tristellato “Geranium” di Copenaghen) si ispira alla tradizione culinaria scandinava, con ingredienti locali di stagione e metodi di preparazione autentici. Per gli amanti del caviale, invece, c'è il “Doyy”, inaugurato un anno fa. Il giovane chef olandese che guida la cucina si chiama Cas Pikaar, un 23enne che vanta una gavetta stellata al “Silly Fox” di Veghel. Nei suoi piatti, le grandi protagoniste sono le gustose uova di pesce prodotte dagli storioni che nuotano nei bacini di Eindhoven, dove il proprietario del ristorante, originario dell’Azerbaigian, ha un allevamento.
 
Per un tour all’insegna della food experience più varia bisogna spostarsi a Veghel e varcare la soglia d’ingresso di CHV Noordkade. Nella ex fabbrica di alimenti per animali, che in passato ha servito gli agricoltori del territorio circostante, è stato realizzato infatti un hub per veri buongustai, in un ambiente che ha mantenuto gli arredi originali. Si tratta a tutti gli effetti di un grande museo di archeologia industriale tornato a vivere nel 2012 dopo un importante rinnovamento durato ben 4 anni. Al suo interno, si trovano diversi locali per fare wine tasting, acquistare birra (oltre 1500 bottiglie) e procacciarsi cibo, magari al Jumbo Foodmarkt. Poco prima di entrare in questo mercato, vale la pena però fermarsi a visitare la grande sala che lo precede e dove, in passato, venivano fatti i biscotti per le mucche. In futuro, questo spazio ospiterà, forse, una cucina che servirà dei tavoli sistemati intorno a lei, sotto delle imponenti scale di metallo tutte da ammirare. Ancora, al “CHV Noordkade” si trovano anche una torrefazione, una distilleria, un birrificio artigianale – solo uno dei 12 presenti nella cittadina – e un insolito cinema, con i campanelli davanti alle poltrone, per ordinare snack e bibite durante la proiezione dei film.

Ma è il Silly Fox il gioiello gourmand del complesso che, lo scorso anno, ha festeggiato il centenario. Questo ristorante dallo stile urban chic stellato è segnalato anche nella guida “Jeunes Restaurateurs d’Europe” ed è rinomato per la sua elegante terrazza, sul tetto di un ex stabilimento in cui si lavorava il grano. Lo chef Joppe Sprinkhuizen, con un’esperienza alle spalle nella cucina di un bistellato, propone piatti contemporanei influenzati da tecniche e ingredienti provenienti da tutto il mondo: si va dai finger food di barbabietola, meringa, aglio e panna acida, all’aragosta con cavolfiore; dal salmone lasciato a macerare nel sale otto ore alle sfere di pane con pollo e kimchi; dalle capesante con formaggio di capra, funghi e nocciole, al petto d’oca con salsa barbecue e yogurt. Ma chi, dopo la cena, vorrà fermarsi a dormire al “CHV Noordkade”, dovrà attendere almeno il prossimo anno. Secondo un ambizioso progetto, l’hotel immaginato avrà le stanze in cima ai silos, con la vista mozzafiato garantita. Ma Veghel è rinomata anche per un altro luogo, che cattura l’attenzione dei “food lovers” attenti all’ambiente: The Surplus Food Factory. Un centro nato per dire “no” allo spreco del cibo, dove si salvano le verdure che, altrimenti, verrebbero gettate via, come una zucca deforme o un pomodoro ammaccato.

È stato Bob Hutten a realizzare questa impresa che trasforma gli scarti alimentari in zuppe, salse e stufati da vendere nei supermercati, negli ospedali, a chi organizza cathering e all’aeroporto di Amsterdam Schiphol: «Mi ispiro a Zorro, un eroe combattivo e virtuoso. Quello che desidero è che nessuno, nel mondo, soffra la fame. E ciò è possibile, perché abbiamo cibo sufficiente per tutti. Solo nei Paesi Bassi ne buttiamo via un quantitativo pari a un valore di 5 miliardi di euro. Il mio motto è “l’imperfezione è la nuova perfezione”», spiega l’imprenditore olandese. Nell’edificio che oggi ospita la sede della sua azienda, anche gli arredi sono stati recuperati. In più, l’80 per cento degli impiegati prima non aveva un lavoro regolare. «Qui combattiamo anche lo spreco del talento», racconta Hutten. All’inizio del 2019 oltre 60 tra società, organizzazioni e istituzioni si sono riunite nel “No Food Waste Foundation”, con lo scopo di dimezzare lo sperpero del cibo entro il 2030: «Vorrei tanto che Barack Obama fosse il nostro ambasciatore, ma anche sua moglie Michelle andrebbe bene», conclude l’imprenditore scherzandoci su. Per chi a tavola predilige la tradizione, il posto da raggiungere è invece Schijndel, dove si trova una tipica fattoria olandese, ma interamente di vetro, che al suo interno ospita anche un raffinato ristorante. È la “Glass Farm” firmata da Winy Maas nella sua città natale.

Pensata oltre 30 anni fa per riqualificare l’area tra la chiesa e il municipio, distrutta durante la Seconda Guerra mondiale, la struttura rappresenta la risposta innovativa alla richiesta dell’amministrazione locale di celebrare una tipica casa di campagna. La costruzione è il risultato di un lungo progetto: prima l’artista Frank van der Salm ha fotografato le dimore ancora esistenti, andando a riprodurre l’archetipo della fattoria locale in un collage di immagini. Poi questi stessi scatti sono stati stampati direttamente sul vetro, creando l’illusione di muri in mattone e di un tetto in paglia. L’edificio, alto 14 metri, è stato realizzato fuori scala rispetto alle dimensioni standard (1,6 volte più grande), per regalare ai visitatori una suggestione legata all’infanzia. A Schijndel vale la pena infine concedersi una sosta nel birrificio artigianale “Sint Servattumus”, per un beer tasting da vero “local”; mentre per provare un altro ristorante stellato, si prosegue verso Sint - Oedenrode, e si entra al Wollerich. Il locale che ha conquistato 17 punti nella Guida Gault Millau offre un ambiente chic, ricavato nell’ex studio di un notaio. Uno scrigno per la creatività dello chef Gerard Wollerich, che ama proporre delizie a base di formaggi e menu ispirati alla cucina francese.
 
 
Le tentazioni golose conducono fino a Den Bosch, affascinante città medievale del Brabante. È qui che il bistrot “Bolwerk” delizia il palato dei suoi ospiti con il famoso dolce “Bossche Bol cake”, un morbidissimo Donuts ricoperto di cioccolato, ma con il cuore di panna. Solo dopo aver assaggiato i pasticcini tipici del luogo, si prosegue verso l’ultima tappa del tour all’insegna del food e del design: è la ex fabbrica di biscotti “Tramkade”, uno spazio industriale con giganti silos decorati da murales, riconvertito a sala concerti, sede di startup che lavorano sulle proteine vegetali e a birrificio. Accanto, la sua gemella “Verkade”, pur avendo mantenuto molto del suo passato, è un edificio più sobrio nello stile. Al suo interno c’è un insolito ristorante dove si cambia la carta da parati ogni due mesi, mentre tra i mobili dell’artista olandese Piet Hein Eek, tutti realizzati con materiali recuperati, si organizzano attività per l’infanzia e, ovviamente, diversi Food festival. Ma come si arriva nel Brabante settentrionale dall’Italia? Dall’aeroporto di Amsterdam Schiphol è possibile raggiungere Eindhoven e Den Bosch in treno, mentre volando con Ryanair si atterra a Eindhoven da diverse città italiane.
 
Lunedì 18 Novembre 2019, 22:47
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