Marco Ferrero è Iconize: «Mi davano del pazzo, ora creo video per i big»
di Ilaria Del Prete

Marco Ferrero è Iconize: «Mi davano del pazzo, ora creo video per i big»

Iconize è l'alter ego social di Marco Ferrero, vlogger e digital creator amato dalle grandi aziende che affidano alla sua creatività (e al suo smartphone) la loro comunicazione. La sua carriera è cominciata 12 anni fa con un profilo Facebook, e oggi ne ha fatto un lavoro a tempo pieno.

Cosa proponeva all'epoca?
«Video agli amici a Biella, la mia città. Ma non esisteva ancora la concezione di creare cose fuori dal comune. Mi davano del pazzo e del gay».
La bullizzavano?
«Sì, ma mi sono preso la mia rivincita. Ora quelle stesse persone mi chiedono inviti a feste e eventi».
Come è arrivata la popolarità?
«Il vero boom c'è stato nel 2011, quando ho fatto coming-out con un video pubblicato su Facebook. È stato condiviso seicentomila volte».
Perché tutto questo scalpore?
«In quel periodo girava il gossip che fossi fidanzato con Aurora Ramazzotti, le persone hanno riconosciuto la mia faccia. E poi dichiararsi omosessuale dieci anni fa era ancora un po' tabù».
La passione per video e foto quando è nata?
«Mi piace guardare con occhi diversi le cose. Da bambino giocavo a far finta di fare le foto con gli occhi. Amo la cura del dettaglio, e da mio nonno - che lavorava per Armani - ho ereditato la creatività».
Quando ha capito che era diventato un lavoro?
«Quando mi contattò Facchinetti per avermi nella sua agenzia. Il mio primo lavoro fu un video per Cruciani. Ho scoperto un mondo parallelo. Era davvero possibile guadagnare con Instagram».
I social hanno reso il lavoro più semplice a chi crea contenuti video?
«Per me è stato più facile perché ho avuto la fortuna di essere stato uno dei precursori. Chi ha molto seguito e estro non ha bisogno di chissà quali attrezzature. Nasce tutto dall'occhio».

Il gran numero di followers influenza il suo lavoro?
«Non molto. Forse è anche questa la chiave di un successo, essere il più normale possibile».
È uno dei giurati nella sezione Videoclip musicali del Festival Cortinametraggio (in streaming dal 23 al 28 marzo). Quali sono le carte vincenti per conquistare il suo voto?
«Cambiare spesso ambientazione e outfit. Non mi piacciono le cose artefatte, per me premia più una bella ripresa al tramonto e suoni live. Non amo i video ballati, preferisco chi racconta una storia».
Grandi numeri anche su TikTok. è il futuro?
«Dà molta visibilità a chi è creativo. Ha dato un bello switch alla mia carriera e consiglio a chiunque abbia un talento di mettersi in gioco sulla piattaforma».

ilaria.delprete@leggo.it
riproduzione riservata ®


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Marzo 2020, 19:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA