Rodini e Cesarini fanno la storia: primo oro al femminile nel canottaggio
di Gianluca Cordella

Rodini e Cesarini fanno la storia: primo oro al femminile nel canottaggio

dal nostro inviato a Tokyo

L’Italia sale in cattedra. Merito di due dottoresse con il “vizio” del canottaggio. Sono Valentina Rodini e Federica Cesarini, il doppio pesi leggeri azzurro che colora d’oro l’alba italiana. E allunga la serie di fatti storici che stanno accadendo a Tokyo 2020: anche il loro trionfo è il primo centrato ai Giochi da un nostro equipaggio femminile (anche la prima medaglia in assoluto, per la verità) e spezza un digiuno di titoli olimpici nel canottaggio che andava avanti da Sydney 2000, quando la gloria toccò al quattro di coppia maschile. Ma la giornata del remo azzurro è stata ancora più importante perché, poco prima, era arrivato anche il bronzo dell’equipaggio maschile, Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta. E sono già tre i podi del canottaggio, a conferma dell’ottima salute del movimento.
INSEPARABILI
Valentina e Federica sembrano sorelle. Sangue a parte, lo sono, in realtà. Vivono in simbiosi totale da cinque anni, ma sono tutti i loro percorsi di vita a essere simili. Federica farà 25 anni il prossimo 2 agosto, è di Cittiglio, provincia di Varese, e ha cominciato con l’hockey. Valentina ha 26 anni e nella sua Cremona ha abbracciato lo sport attraverso il karate. Poi l’incontro quasi casuale con il canottaggio e la nascita dell’amore sportivo. Federica sale in barca su suggerimento di un’amica, Valentina perché dopo tanto tatami aveva voglia di fare uno sport più… da ragazza. «Mi ero convinta che fosse lo sport adatto, a Cremona vedevo allenarsi solo mie coetanee e nessun maschio…». Lo sport adatto lo era, in realtà, non a caso nel 2016 si qualifica per i Giochi di Rio con Laura Milani, chiudendo tredicesima. E così, archiviato il Brasile, nasce il nuovo equipaggio. E continuano i punti in comune. Entrambe si laureano: Cesarini in Scienze Politiche all’UniMarconi con una tesi sulla geopolitica nella storia dei Giochi, Rodini in Marketing, con un lavoro sul team working che l’avrà aiutata a gestire il carattere vulcanico della collega. Ora la Magistrale per entrambe (alla Luiss per Federica). Per non parlare poi degli ostacoli lungo la preparazione olimpica. Appena nato il nuovo equipaggio, Federica si becca la mononucleosi mentre Valentina deve superare una broncopolmonite. Poi arriva il Covid, che è purtroppo affare di tutti. Nemmeno il tempo di ripartire, con la vittoria all’Europeo di Varese, ad aprile, che Rodini si rompe una costola. E la barca deve fermarsi un mese e mezzo con i Giochi che incombono. «Non dormivo più per la paura che non ce l’avremmo fatta a essere pronte» racconta Cesarini. Ma pronte lo sono state: record mondiale in semifinale, poi l’oro in volata. E le vite parallele che non si incontreranno nel momento più bello: «Non siamo in camera insieme: come farò proprio stanotte a dormire senza di lei?», scherza Rodini. «Dopo tutto Valentina è il mio prolungamento, viviamo una simbiosi ed è naturale sia così», rilancia Cesarini. Ma fra gioia e risate c’è anche un momento di riflessione. Perché le due ragazze hanno voluto dedicare questo oro a Filippo Mondelli, il collega del quattro di coppia morto ad aprile, ad appena 26 anni, a causa di un osteosarcoma alla gamba sinistra. «Siamo della stessa zona, siamo cresciuti insieme, praticamente eravamo vicini di casa. Questo medaglia è per lui e per la sua famiglia», dice Federica.
FESTA 
SILENZIOSA
L’impresa delle ragazze un po’ ha coperto la prima medaglia della giornata, che sempre dal Sea Forest Waterway è arrivata. Il merito è di Pietro Ruta e Stefano Oppo, ovvero il doppio pesi leggeri azzurro, armo che non andava sul podio da Sydney. Al vertice internazionale già da anni gli azzurri erano reduci dall’amarissimo quarto posto di Rio 2016. Piazzamento “vendicato” con il bronzo di ieri alle spalle di Irlanda e Germania. Ragazzi dal cuore d’oro anche loro che, nel momento della festa, hanno dedicato la medaglia alle loro terre sofferenti: Ruta, comasco, alle zone colpite dall’alluvione, e Oppo, sardo, alla sua isola che brucia per gli incendi estivi.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Luglio 2021, 07:35
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