Napoli, tutta l'amarezza di Sarri: «Non meritavo di essere liquidato così»
di Pino Taormina

Napoli, tutta l'amarezza di Sarri: «Non meritavo di essere liquidato così»

Qualcosa supponeva, e come lui supponevano quelli della cerchia ristretta dei suoi fedelissimi: dopo la mancata concretizzazione di una offerta di rinnovo nell'ultima settimana, per Maurizio Sarri supporre era inevitabile. Ma non proprio fino a questo punto, ecco. Ieri è stato il suo ultimo giorno a Castel Volturno: ha riportato l'auto che la società gli ha messo a disposizione in questi anni nel quartier generale dove ironia della sorte sono iniziati proprie in queste ore i lavori per i campi da allenamento. Una delle cose su cui l'ormai ex tecnico del Napoli aveva più insistito in queste tre stagioni.

Poi con la moglie Marina alla guida si è diretto in Toscana. Non sa ancora come il Napoli si muoverà ufficialmente, il tweet con cui verso le 18 De Laurentiis lo saluta e di fatto lo solleva dall'incarico, non chiarisce le modalità con cui si arriverà al divorzio. Anche il tweet presidenziale, però, non gli viene comunicato dalla società.
Ha confidato che, al di là della parole formali, si aspetta l'esonero, che costerebbe 500mila euro al Napoli. Il che non significa che potrà accasarsi subito: perché c'è poi la storia dei diritti di immagine che costringerà l'eventuale nuovo club pronto a ingaggiarlo, quando uscirà allo scoperto, a dover trovare un'intesa proprio con De Laurentiis. Già, il futuro è adesso ed arriva alla velocità della luce: Sarri ha tenuto a freno tutti i suoi corteggiatori, a partire dai russi dello Zenit. A San Pietroburgo erano e sono pronti a offrirgli 7 milioni e mezzo di euro per i prossimi 4 anni ma il tecnico di Figline ha sempre pensato di dover attendere l'offerta del Napoli prima di dire «resto» o «vado via».
 
«Non meritavo di venire liquidato guardando la tv, in tre anni ho mandato giù qualsiasi cosa», confida agli amici che sono lì, nel parco di Varcaturo a salutarlo prima della partenza mentre sistema alcuni pacchi nell'auto. È deluso dal comportamento di alcuni suoi collaboratori, di cui in ogni caso avrebbe chiesto l'allontanamento. E ne aveva anche parlato ufficialmente. Non dice chi sono, ma è facile capirlo. Giura ancora che con il presidente De Laurentiis, nella due giorni di quelle che definisce come «pseudo trattativa» non sono volate mai parole poco simpatiche. Anche se i punti di convergenza sono stati davvero pochi. Maurizio si è limitato ad attendere che il numero uno del club esponesse il progetto per i prossimi anni, le intenzioni di mercato e una proposta di rinnovo. Tutto qui. A questo punto, fa intendere lui confidandosi con gli amici, è tutto chiaro: non c'era alcuna intenzione di trattenerlo. C'era solo l'attesa del momento giusto per liberarsi dell'allenatore toscano. «Ho capito tutto domenica sera», sussurra ancora un po' dispiaciuto.

Ora è probabile, però che tra i due possano volare gli stracci, soprattutto se il Napoli dovesse mettersi di traverso nelle prossime settimane. Cosa che Sarri teme. È evidente, infatti, che nessuno pagherà più la clausola da 8 milioni di euro da qui al 31 maggio. Sarebbe da folli farlo. E il timore di Sarri è che ora De Laurentiis possa mettersi a dispetto: nel senso che decida, dopo averlo sollevato dall'incarico, di «liberarlo» soltanto dopo il primo luglio. Quando tutte le panchine saranno occupate.

Una vendetta tremenda. Nessuno gli ha anticipato quello che stava per accadere. Neppure il ds Giuntoli che martedì era a Bologna e non alla Filmauro. Un silenzio del Napoli che lo ha ferito. Come le cifre che ha letto guadagnerà il suo successore: in tre anni lui ha intascato quello che Re Carlo porterà a casa nei primi 5 mesi di Napoli. L'ormai ex tecnico del Napoli però non pare intenzionato a dare battaglia: lui chiuderebbe la faccenda accettando la buonuscita da 500mila euro prevista dallo stipendio e andando altrove. Ma difficile che sarà così semplice.
Davvero, anche se sembra incredibile dopo i suoi lunghi tentennamenti, il tecnico era pronto a restare annunciando la volontà di non trattare il rinnovo, quindi senza firme o prolungamenti, deluso dal fatto non aveva avuto vere e proprie offerte da parte di De Laurentiis. Avanti col contratto firmato due anni fa, fino al 2020. Alla Filmauro, giovedi mattina scorso, Pellegrini, il suo agente-amico, aveva intuito che il Napoli non voleva presentare offerte vere. Da qui l'umore nero del tecnico a Castel Volturno per tutto il giorno, prima della cena della squadra. Ma De Laurentiis non gli aveva fatto capire nulla, né lo aveva messo sull'avviso. Nel club azzurro sono convinti che il toscano già da un paio di settimane sia in contatto con il Chelsea dove con il passare delle ore cresce l'ansia di esonerare Antonio Conte. Ed è anche questa una cosa che De Laurentiis tiene in conto: se fosse davvero il club londinese la destinazione di Sarri, per dare il via libera al trasferimento potrebbe chiedere uno sconto per uno degli obiettivi del prossimo mercato: David Luiz.

Per Sarri queste sono, in ogni caso, le ore del rammarico, dei rimpianti. Il sipario si è abbassato troppo frettolosamente. Forse era quello che voleva, ma non così.
Giovedì 24 Maggio 2018, 07:00



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