La Lazio perde 3-1 a Napoli e chiude quarta

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Manca l’ultimo guizzo, la Lazio non riesce a chiudere al terzo posto. Non approfitta del ko dell’Atalanta (0 a 2) contro l’Inter a Bergamo, a parità di punti (78) paga gli scontri diretti contro i nerazzurri in svantaggio. E pensare che a Napoli sarebbe bastato un misero pareggio, invece ecco un altro ko dopo la resurrezione dell’ultimo periodo. Per avere la sicurezza della Champions bisognerà scongiurare le vittorie dei partenopei e della Roma in ambito europeo. Per carità, non c’è troppa ansia a Formello, ma Inzaghi ci teneva ad andare oltre il quarto posto per un moto d’orgoglio, dopo quasi un anno a lottare con la Juve per lo scudetto. Ci teneva Lotito anche per un discorso economico: 2,5 milioni in più legati al miglior piazzamento.

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SAN CIRO
Almeno luci a San Ciro. Su questo non poteva esserci epilogo più bello. Nella sua terra, con la sua Lazio, Immobile è il re della storia del campionato italiano. Segna ancora, prova a togliere le castagne dal fuoco. Sul rasoterra di Marusic è un tuono, allunga il piatto e fa smettere di piovere al San Paolo. E’ divino, è efficace, è risolutivo. Perché i ragazzi di Gattuso ci mettono il fuoco, ma non possono rovinare almeno la festa di Ciro. All’ottavo Fabian Ruiz trova la deviazione di Luiz Felipe e la palombella all’incrocio. Milinkovic e Luis Alberto sono votati all’attacco, Parolo non riesce a reggere l’urto. Così Acerbi richiama tutto il centrocampo e Correa sale in cattedra coi suoi scatti che mandano nel panico l’avversario. A segnare però è sempre Ciro, con un tocco fulmineo, che non basta però a mandare il Napoli al tappeto. Anzi, i partenopei risorgono subito e sfiorano il raddoppio prima con Insigne e poi con Mario Rui vicino all’incrocio.

DIFESA HORROR
Finisce in pareggio il primo tempo, ma nella ripresa Insigne e Mertens ripartono all’arrembaggio. Proprio il belga conquista il rigore su una scivolata di Parolo, il compagno napoletano trasforma dal dischetto. Reazione immediata di Correa, che colpisce il palo, ma è sempre il Napoli più pericoloso. Ai biancocelesti manca intensità nel gioco e Inzaghi non riesce a incidere con nessun cambio. Anzi, nel recupero in contropiede, segna persino Politano. Sembra sempre in difficoltà, la difesa della Lazio. E questo è quello su cui si dovrà più lavorare dal ritiro di Auronzo. Era la miglior retroguardia del campionato, dopo il lockdown appena due gare (con Udinese e Brescia) senza subire gol. Dal 24 giugno diciannove le reti incassate da Strakosha, comprese le ultime due al San Paolo. Diciassette invece, come il numero di maglia (ieri indossata la ‘nuova’ terza), i centri segnati da Immobile in trasferta, un altro record da aggiungere al terzo miglior attacco della Serie A. Inzaghi litiga con Gattuso, ma poi applaude e gongola: lui a 44 anni è l’allenatore più longevo (203 panchine) di questa società. E’ comunque qui la festa.

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Ultimo aggiornamento: Domenica 2 Agosto 2020, 01:09

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