Lazio, Luis Alberto in ritiro, ma decide Sarri il suo destino
di Alberto Abbate

Lazio, Luis Alberto in ritiro, ma decide Sarri il suo destino

A cena al suo posto, scusate la settimana di ritardo. Sbarco alle 11 a Ciampino, confronto con Tare e nuovo volo privato verso Treviso e alle 21.30 in auto bianca ad Auronzo. Da ieri c’è finalmente Luis Alberto in ritiro, ma solo Sarri può salvare il suo futuro alla Lazio. Lo spagnolo non ha svolto le visite perché quelle d’idoneità di novembre lo coprono comunque per un anno. Può allenarsi, ma solo perché conviene al club capitolino, che non ha intenzione di stare al suo giochetto. Non c’è nessuna pace, ma un tregua forzata in attesa di sviluppi di mercato. Tare ha chiesto a Luis Alberto di comportarsi da professionista, di salire ad Auronzo e spiegare ai compagni perché ha mancato loro di rispetto. Ha ancora 4 anni di contratto e non può mettersi così di traverso. E nemmeno pretendere un adeguamento come Milinkovic e Ciro. Lotito non ci pensa proprio, è furioso e ha pure stretto un patto col Diavolo: ha chiamato Gazidis per sincerarsi che non ci sia il Milan dietro le bizze di Luis Alberto, che ha chiesto di essere ceduto. Secondo la Lazio, non si è presentato al raduno del 7 luglio per far esplodere il caso e abbassare il prezzo del suo cartellino. 
MOTIVATO O ADDIO
Una multa di oltre 50mila euro non gliela toglie nessuno. Metterlo fuori rosa sarebbe stato invece un autogol: non si può svalutarlo e accontentare chi lo aspetta dietro l’angolo. Il Milan non vuole spendere nemmeno 45 milioni con lo sconto, offre alla pari Rafael Leao, ma la Lazio pretende un sostanzioso conguaglio. Tra l’altro Tare preferisce il belga 22enne Alexis Saelemaekers in uno scambio. Se non può tornare in Spagna (Siviglia e Villarreal offrono addirittura meno, fermo l’Atletico), Luis Alberto vuole Milano: è rimasto scottato dall’Inter di Inzaghi, che lo ha sedotto e abbandonato, ma durante le ferie prolungate ha ingigantito il suo desiderio d’addio. Sarri già ieri in albergo ha avuto un primo incontro, stravede per il suo talento. Lo vede sia mezzala che trequartista nel suo calcio, ma pretende che il numero 10 resti motivato. 
FELIPE-GOL
Intanto il Comandante abbraccia il suo nuovo ex «Pipetto». Abbracci infiniti coi compagni e un «daje» forte dal pubblico alla prima di ritorno di Felipe Anderson. Mattinata in palestra, subito ala destra e gol vittoria nella partitella del pomeriggio. Nelle prove, 4-5-1 in fase di non possesso, il brasiliano ha il gps sul dorso e Maurizio si concentra su ogni suo movimento: «Ti voglio aggressivo. Devi partire stretto, allargarti in ripartenza e attaccare il secondo palo, quando il Panterone prende palla al centro». Già, da un Felipe a un altro. Perché Caicedo sarà pure sul mercato, ma non si sente al passo d’addio: «Sono in discussione ogni anno, ma ancora un giocatore della Lazio». Per Luiz Felipe solo un affaticamento. Annullato la doppia seduta di questo pomeriggio, chissà se stamattina Luis Alberto avrà il coraggio di affacciarsi subito al pubblico.

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Luglio 2021, 11:17

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