Lazio, Immobile-Correa e il patto Champions
di Alberto Abbate

Lazio, Immobile-Correa e il patto Champions

ROMA Ne sanno tre volte più del Diavolo: Correa e Immobile mandano il Milan all’inferno. E ora il patto Champions può procedere all’attacco. C’è l’ex bomber Inzaghi a telecomandarlo, il resto dovranno farlo ancora il Tucu e Ciro. «Ormai ci capiamo con uno sguardo», è diventato il coro del tandem della Lazio. E la parole si tramutano in fatti sul campo. Triangolo e gol dell’argentino, dopo 77 secondi gioco. Il centro biancoceleste più rapido dal 2004, ma anche la freddezza di Joaquin in una notte da autentico fenomeno. La doppietta, un assist per Lazzari (poi reso vano dal var) e tanti fuochi d’artificio. Solo Donnarumma, sulla sua volée e un diagonale al vetriolo, evita un peggior score rossonero. Correa si traveste da Ronaldo, in Primavera e contro il Milan è un film già visto. I rossoneri sono infatti la sua vittima preferita nel campionato italiano. E pensare che, sino a una settimana fa, non aveva ancora segnato all’Olimpico: in due gare il Tucu raddoppia (6 reti) il suo intero bottino. Ora non deve fermarsi, perché il quarto posto è tornato a portata di mano e all’estate manca ancora parecchio. Poi bisognerà decifrarne il futuro: a gennaio Correa voleva dire addio, ma ha una clausola da 80 milioni con cui è stato blindato da Lotito. 


RECORD


Pure la Lazio continua a interrogarsi sul Tucu, un momento extraterrestre, un altro giocoliere fumoso. Eppure a difendere la coppia è re Ciro. Al di là degli acciacchi di Caicedo, Correa rimane il partner preferito. Anche grazie a lui Immobile si è sbloccato e il digiuno di 8 gare sembra già un lontano ricordo. Ecco il terzo gol consecutivo, il suo 19esimo in campionato, il 24esimo stagionale nonostante la solita sfortuna col quinto palo centrato. Dopo l’assist per Correa, prima Donnarumma gli nega il raddoppio, poi è il solito legno a fermare un meraviglioso pallonetto. Immobile però non molla sino all'ultimo e con un diagonale rasoterra entra di diritto nel tabellino. E non solo. A quota 153 reti aggancia nella top 25 Nyers e Crespo ed e ora a -3 dalla top 20 (Riva, Mancini e Pippo Inzaghi a quota 156) del campionato italiano. La sua media è da brividi anche in un altro confronto: fra i giocatori in attività della Serie A con più di 10 gol segnati, è terzo dietro Lukaku e Cristiano Ronaldo. Ogni 130' un centro di Ciro. Ciro tondo.


PERICOLI


A questi ritmi il quarto posto non è un miraggio. La sconfitta di Napoli aveva spedito i biancocelesti nello sconforto, ma ora sono virtualmente a 64 punti in classifica considerando un successo da recuperare col Torino. A -2 dal terzetto formato proprio dai partenopei con Milan e Juve. A -4 dall’Atalanta seconda, a quota 68. Il calendario a questo punto può favorire la Lazio con un ultimo (il pesante derby del 15 maggio) scontro diretto, ma guai a commettere mezzo passo falso. Lunedì sera non aver subito gol è stato positivo, ma contro il Genoa Inzaghi dovrà già sostituire il pilastro Acerbi con uno fra Hoedt e Parolo. E, in vista Fiorentina (sondaggio per Dragowski in porta), pure quest’ultimo diffidato insieme a Fares e Pereira, ma sopratutto i big Milinkovic e Luis Alberto devono stare attenti al prossimo giallo. 
 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Aprile 2021, 09:43

© RIPRODUZIONE RISERVATA