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Sanremo 2020, il Festival di Amadeus è promosso. Elettra Lamborghini diverte, Nigiotti delude, Giordana Angi commuove, Junior Cally promette polemiche
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di Rita Vecchio
In alto i cuori e alleggerite le polemiche. Perché ottimo e abbondante è il parterre di canzoni che sfodererà Amadeus per il suo primo Sanremo da direttore artistico (e presentatore). Così appare, dopo il tour de force in Rai a Milano dell’ascolto delle 24 canzoni in gara, presentate in ordine come fossero contenute nella sua playlist personale. Più assortimento, meno omologazione. Tanto up tempo. Tanto urban. Tante sonorità moderne ma in cui si rispecchiano gli anni ’60, ’70 e ’80. Ballad melodiche. Rock, blues, rap e un pizzico di reggaeton. «Non ho scelto le canzoni facendo un calcolo sui generi musicali - dice Amadeus a fine ascolti - Faccio quiz popolari e so che per funzionare devono essere visti da tutti, dal bambino di 8 anni alla nonna di 80. Quello che è pop, compresa la musica, è vincente».
Nei testi amore, insoddisfazione, ricordi, nostalgia, voglia di rivalsa. Sarà divertente sentire (e vedere) cantare Elettra Lamborghini con il ritornello che entra nelle orecchie “Musica (e il resto scompare)”, titolo della canzone, non lascerà sicuramente inchiodati alla sedia.
Sarà un tuffo negli anni ’60 il brano di Bugo con Morgan, unico duetto di questa edizione. Il rock di Vasco si sente tutto nella canzone scritta per Irene Grandi che si conferma con Elodie e Tosca tra le voci più belle di questo Sanremo. Interessante la ballad di Levante. Non manca la grinta e la “resilienza” di Rita Pavone. Mentre Francesco Gabbani torna al Festival questa volta una ballad firmata Pacifico tutta romantica. Ballad tra le più classiche anche quella di Diodato. E Le vibrazioni con un brano romantico anni ‘70.
Commuoverà Giordana Angi (seconda ad Amici di Maria de Filippi) in un brano che ricorda la madre con frasi a tratti strazianti (“Ti chiedo scusa/ se non ti ho mai detto/quanto ti voglio bene/tu che hai trovato/sempre un posto/dove nascondere le mie paure/è che l’orgoglio a volte/ è un mostro”). C’è la dedica di Paolo Jannacci alla figlia nei versi scritti insieme ad Andrea Bonomo, che comunicano protezione di un padre innamorato (“Voglio parlarti adesso/prima che un giorno/il mondo porti via/i tuoi sorrisi grandi”). E quella al nipotino di Piero Pelù.
Il mondo contemporaneo (e che dall’Ariston uscirà un po’ più allo scoperto) dei Pinguini Tattici Nucleari. E poi, il pop di Michele Zarrillo, Marco Masini, Enrico Nigiotti (che forse potevano fare di più). Come poteva fare decisamente di più Riki, brano sulla stessa linea melodica dall’inizio alla fine.
Alberto Urso arriverà al Festival con il suo pop lirico, mentre i ritmi brasiliani a suon di improvvisazione blues e jazz arriveranno con la “Carioca” di Raphael Gualazzi. C’è l’insoddisfazione urlata da Anastasio. E quella di Rancore.
E il bis (anche del brano per certi versi simile al successo dello scorso anno) di Achille Lauro. Riferimenti alla politica nel testo di Junior Cally, con allusioni a suon di rap evidenti a Salvini (“il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito”) e a Renzi (“il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito”). Scelta voluta e non casuale? «Non scelgo le canzoni pensando alle polemiche - risponde Amadeus - Il brano di Junior Cally mi piace dal mio primo ascolto. Del testo poco mi è importato. Se uno pensa di fare qualcosa qui a Sanremo per scansare le polemiche, non sarei corretto. Prima di tutto nei confronti di me stesso»
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