Dopo Bologna con Dalla, Napoli si illumina con i versi di Pino Daniele
di Claudio Fabretti

Napoli, le luminarie con i versi di Pino Daniele al Rione Sanità. Come a Bologna con Lucio Dalla

I cantautori le hanno illuminate in vita, le città li ringraziano accendendosi con i loro versi. Dopo l’omaggio di Bologna a Lucio Dalla, con le luminarie di L’anno che verrà a rischiarare via D’Azeglio, è toccato a Napoli ricordare il “suo” Pino Daniele, morto il 4 gennaio 2015. Con la canzone che più di tutte ha saputo raccontare l’amore struggente per la sua città. Le parole di Napule è sono così diventate un’opera luminosa di 120 metri: una serie di insegne luminose che, viste in prospettiva, compongono il testo della canzone nel Rione Sanità. Mille luci come i mille colori dipinti dal brano, per dare nuova luce e vita alla città con la cultura. Un’installazione che ricorda quella realizzata in onore di Totò e che porta la firma dell’artigiano e artista Antonio Spiezia. Stasera l’inaugurazione in via Arena della Sanità con l’accensione alle ore 21, alla presenza del sindaco Luigi de Magistris. Con il coro dei bambini, coordinato dalla Fondazione di Comunità San Gennaro, che si esibirà cantando proprio Napule è. L’opera temporanea resterà accesa 6 mesi e sarà poi messa all’asta per iniziative sociali.
A Bologna, invece, «sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno». Almeno dopo che i versi di L’anno che verrà hanno illuminato via D’Azeglio, la strada del centro dove Lucio Dalla ha vissuto fino alla morte, nel 2012. Un’intuizione felice dei commercianti della zona in occasione dell’ultimo Natale, che aveva riscosso un tale successo da diventare virale sui social network e restare a lungo attiva anche a feste finite. Poi, le luminarie sono state bandite a un’asta benefica: «Caro amico ti scrivo», il verso più ambito, è stato venduto subito per 10mila euro. Poi sono piovute offerte per tutte le altre strofe per un incasso totale di oltre 236mila devoluti al Policlinico Sant’Orsola.
E Roma e Milano? Per ora restano al buio, ma presto potrebbero accendersi anche loro. I cantautori in lizza non mancano. Da Venditti a De Gregori, da Baglioni al trio Fabi-Silvestri-Gazzè sotto il Cuppolone; da Vecchioni a Gaber, da Jannacci a Finardi all’ombra del Duomo. Perché in fondo, come teorizzava Ron, hai sempre davanti «un altro viaggio e una città per cantare».

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IL CONTEST

Bologna omaggia Lucio Dalla, Napoli ricorda Pino Daniele. E che cosa faranno Roma e Milano? Abbiamo deciso di rivolgerci ai lettori delle nostre due città per chiedere quale canzone e quale via vorrebbero vedere illuminate. Basta scrivere all’indirizzo unacittapercantare@leggo.it e inviare i propri suggerimenti, alla fine sul sito Leggo.it riporteremo le scelte più gettonate.
E chissà che le amministrazioni di Roma e Milano, magari con la collaborazione dei negozianti e dei comitati di quartiere, non decidano di dar vita ad altre iniziative analoghe. Del resto, il materiale non basta: le scene romana e milanese rappresentano da sempre due cardini della canzone d’autore made in Italy.
Mercoledì 18 Settembre 2019, 07:55
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