Gianna Nannini, il nuovo disco La differenza è un mix di blues, folk e rock a stelle e strisce
di Rita Vecchio

Gianna Nannini, il nuovo disco La differenza è un mix di blues, folk e rock a stelle e strisce

Una Gianna a stelle e strisce. Quella che le fa dire che nelle sue radici c’è sempre stato «sangue bianco-nero». Una miscellanea di folk, blues, rock, quelli dei suoi inizi, diventano la sostanza e il cuore di La Differenza, la sua ultima creazione di inediti che uscirà venerdì per Charing Cross Records Limited e Sony Music. Che la Nannini fosse in piena forma, ce ne eravamo accorti all’ultimo Tenco, reduce dal premio, con una performance da standing all’Ariston come non la si vedeva da tempo.

Leggi anche> Gianna Nannini presenta il nuovo disco La differenza: «Ritorno al rock per abbattere tutti i muri»

Disco nato a Londra, in quello che è diventato il suo studio vicino Gloucester Road (a cui dedica un pezzo) ma lavorato a Nashville, in Tennessee, nel regno di jazz, blues, gospel. Rappresenta (come lei ha più volte ripetuto) la continuazione ideale di California, album provocatorio del 1979 con la Statua della Libertà in copertina con un vibratore, il testo di America alludeva alla masturbazione e dove tra le tracce compariva “Io e Bobby McGee” cover del brano di Janis Joplin e nei testi la collaborazione di Vecchioni. Parte da lì, riprende le origini folk, blues, rock e compone dieci tracce, tutte suonate, registrate in presa diretta come fossero live in studio.

Eliminati campionature e “overdubs”, con la registrazione “tutta insieme”, cioè, delle parti dei vari strumenti. Prodotto dalla Nannini con il chitarrista e produttore americano Tom Bukovac e con il produttore italiano Michele Canova, è stato registrato al Blackbird Studio di John McBride. Al missaggio, lo zampino del produttore britannico Alan Moulder (U2, Depeche Mode) e Pino Pinaxa Pischetola (in “Motivo”). Tanti musicisti, tra cui la band giamaicana dei Baytrees in “A chi non ha risposte”, con la voce soul di Wendy Moten. Dave Stewart in “Romantico e Bestiale”. Il duetto (l’unico del disco) con Coez. E poi, il sodalizio sempre evergreen: la consulenza di Paoluzzi, i testi a quattro mani con Pacifico, la chitarra di Pianigiani.
Mercoledì 13 Novembre 2019, 08:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA