Ezio Greggio: «Contro la dittatura del politically correct. Al mio Festival a Montecarlo le tante facce della comicità»

Ezio Greggio: «Contro la dittatura del politically correct. Al mio Festival a Montecarlo le tante facce della comicità»

di Alessandra De Tommasi

Ezio Greggio festeggia in questi giorni un compleanno speciale perché la sua “creatura”, il Montecarlo Film Festival de la comédie, diventa maggiorenne: dal 31 maggio al 5 giugno, con Raoul Bova presidente di giuria, va in scena nel Principato la 18° edizione di un evento culturale che neppure la pandemia, lo scorso anno, ha fermato.

Merito della sua tenacia o del suo ottimismo?
Lo considero un miracolo, un mix di buona volontà e osservanza delle regole, per lanciare un messaggio forte in un momento in cui, lo scorso inverno, i cinema erano chiusi.

Qual è la missione del festival?

La commedia non vuol dire solo comicità o risate, ha tante sfumature. Con l’evento intercetto nuovi talenti, do loro la possibilità di mostrare il proprio lavoro, e quest’anno, dopo aver visionato oltre 100 film, ho creato una selezione di titoli da Paesi stranieri che non sarebbero stati visibili in Italia. Mi piace creare curiosità.

Durante lo stop ha preparato il festival, girato un film (Lockdown all’italiana) e presentato Striscia la notizia. È inarrestabile…

Lo sono per carattere, ma anch’io ho vissuto l’apprensione e il dolore di questo periodo. Ora, per fortuna, sono vaccinato. Qui a Monaco il Principe Alberto II, che ha preso il virus e ha provato sulla pelle cosa voglia dire, ha chiesto attenzione massima.

Stasera va in onda la reunion di Friends, le piacerebbe uno speciale di Drive In, per esempio, che nel 2023 compie 40 anni?

Una puntata celebrativa la farei di corsa, anche se purtroppo mancano grandi amici come Zuzzurro e Giorgio Faletti. Non vorrei di cadere però nel voyeurismo, forse lo show andrebbe guardato così com’era, senza rifarlo.

La satira oggi incontra una sensibilità diversa. La gag di Scotti-Hunziker sugli occhi a mandorla ha ricevuto critiche pesanti, è d’accordo?

Il politically correct è “scorrect”, secondo questo principio dovrebbero prendersela anche con le vignette quotidiane di Giannelli sul Corriere della sera: una simile censura è sbagliata. Io difendo l’umorismo e la libertà d’espressione.

Si può scherzare su tutto?

Certo. Questa è un’esagerazione che tende ad imprigionarci. A mio avviso Striscia non ha fatto nulla di male, ormai ce la prendiamo per le sciocchezze ma io e Antonio Ricci abbiamo sempre scherzato su tutti e non era mai irriverente. Ora invece troviamo i soliti quattro censori del cavolo che vogliono tapparci la bocca e farci vestire tutti uguali.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 31 Maggio 2021, 13:05
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