Spazio, riuscito il lascio di Solar Orbiter: in viaggio verso il Sole con strumentazione italiana

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Solar Orbiter è stato lanciato con successo da Cape Canaveral in Florida (USA), per mezzo del vettore Atlas V411 della Nasa. Avvicinandosi al Sole come mai prima d'ora, questa missione è essenziale per una comprensione più profonda dell'eliosfera e del suo impatto sulla Terra, aiutandoci ad affrontare le sfide globali della meteorologia
spaziale. Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), ha realizzato per conto di Airbus Defence and Space lo scudo termico e, in consorzio con la società OHB Italia, Metis, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana. 

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In poco più di 2 anni, sfruttando la gravità di Venere e della Terra, Solar Orbiter raggiungerà la sua orbita operativa nella regione più interna del Sistema Solare, osservando il Sole da una distanza minima di soli 0,28 Unità astronomiche (UA), ovvero 28% della distanza media Terra-Sole e fino a 34° sopra l'equatore solare. Il veicolo spaziale è dotato di 10 strumenti scientifici: 6 per il «telerilevamento», dedicati all'osservazione e all'imaging del Sole, e 4 «In situ», per misurare l'ambiente eliosferico circostante. Durante la sua missione settennale, questa sofisticata apparecchiatura misurerà il plasma eolico solare, il campo magnetico, le onde elettromagnetiche ed
elettrostatiche e le particelle energetiche emesse dal Sole e otterrà immagini spettacolari con una risoluzione mai raggiunta prima, compresa la completa caratterizzazione della corona solare, grazie a Metis. 

Grazie a un innovativo e ingegnoso disegno ottico, Metis è il primo coronografo in grado di ottenere immagini della corona solare simultaneamente in luce visibile e ultravioletta. Queste osservazioni ci consentiranno di identificare le strutture e le dinamiche dell'intera corona e le sue caratteristiche, con una copertura temporale e una risoluzione senza precedenti, districando infine la loro evoluzione intrinseca dagli effetti della rotazione solare. I dati raccolti da Metis forniranno agli scienziati una caratterizzare completa a distanza dei due più importanti componenti della corona e del vento solare (elettroni e protoni). E forniranno elementi per rispondere alle domande fondamentali sulle origini del vento solare rapido e di quello lento, sulle fonti di particelle energetiche solari e sull'eruzione e i primi cambiamenti nelle espulsioni di massa coronale.

Thales Alenia Space ha affrontato la più grande sfida di questa missione: la protezione termica. A causa della sua vicinanza al Sole, Solar Orbiter sarà esposto a un'intensità 13 volte maggiore rispetto a quella della energia solare terrestre, con temperature sulla superficie che arriveranno a oltre 500° C. L'Heat Shield è uno scudo termico altamente efficiente, progettato e costruito da Thales Alenia Space, che impedirà al veicolo spaziale di danneggiarsi e fondersi, e allo stesso tempo consentirà a Metis e ad altri sensori di osservare direttamente il Sole. Lo strato più esterno al titanio, dipinto di nero resistente ad altissime temperature è composto da diversi strati protettivi di titanio ed è ulteriormente isolato dal satellite da una combinazione di manti a bassa temperatura, a forma di nido d'ape in alluminio e un supporto a stella in titanio. 

Solar Orbiter potrà orientarsi e mantenersi nella corretta orbita con l'aiuto di sensori di assetto stellare (AA-STR) di
Leonardo. Come delle bussole, i due sensori a bordo contribuiscono a guidare ed orientare il satellite nello spazio in modo accurato ed affidabile, con una massa molto ridotta e con un basso consumo di energia per la tipologia di strumento.

Thales Alenia Space rafforza il suo ruolo da leader nell'esplorazione spaziale, generando enormi progressi nelle capacità e nelle prestazioni di sofisticate apparecchiature, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi scientifici di Solar Orbiter. L'azienda continua a fornire i contributi fondamentali ai principali programmi di esplorazione spaziale europea, come BepiColombo, la missione per l'esplorazione di Mercurio, Herschel, l'osservatorio spaziale a infrarossi, Planck, la missione che ha guardato indietro agli albori del tempo, ma anche affrontando sfide future con Euclid, la missione ESA, che mapperà l'Universo e ci aiuterà a comprendere meglio la
materia oscura e l'energia oscura, prevista per il lancio nel 2022. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 10 Febbraio 2020, 11:03
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