Vaccini anti covid alle donne in gravidanza: «Pfizer e Moderna non aumentano il rischio di aborto»

Vaccini anti covid alle donne in gravidanza: «Pfizer e Moderna non aumentano il rischio di aborto»

I vaccini anticovid di Moderna e Pfizer potrebbero essere somministrati a breve anche alle donne incinte. Gli studi condotti sulle donne in gravidanza, di età compresa tra i 16 e i 54 anni, hanno dimostrato che i vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna non determinano effetti collaterali peggiori durante la gravidanza e non aumentano il rischio di aborto.

 

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Come dimostrato da uno studio condotto dall'Università di Birmigham, le donne incinte contagiate dal coronavirus SARS-CoV-2 hanno un rischio maggiore di essere ricoverate in terapia intensiva e di avere un parto prematuro, rischi che si ridurrebbero drasticamente con la vaccinazione che di fatto non sembra mettere a rischio né la salute della mamma, né quella del bambino.

 

Lo scorso febbraio l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di modificare le linee guida, consigliando il vaccino anche per questa fascia della popolazione. «Non abbiamo alcun motivo specifico per ritenere che i rischi superino i benefici del vaccino», fu detto e da allora è partita una sperimentazione allo scopo di capire i veri effetti del vaccino sulle donne in attesa. 

 

Un team di ricerca americano ha avuto un primo studio preliminare che ha mostrato come di fatto i vaccini Moderla e Pfizer non interferiscano con la gravidanza. Le donne vaccinate hanno lamentato dolori al braccio, febbre, mal di testa, tutti effetti collaterali comuni e comunque non diversi da chi non è in gravidanza.  Le donne incinte vaccinate, l'86% ha portato a termine la gravidanza, mentre le restanti hanno avuto un aborto. Tra gli esiti neonatali avversi sono stati registrati parto prematuro (9,4 percento dei casi) e nascita sottopeso (3,2 percento), ma nessun bimbo è deceduto.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile 2021, 16:14
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