Primarie Pd, lunghe code ai gazebo. Zingaretti: «Risposta straordinaria»

Il Partito Democratico decide oggi il suo nuovo segretario in quella che è una corsa a tre tra il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, favorito nei sondaggi, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Obiettivo è superare la soglia del milione di elettori. Si vota tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati. Se nessuno dei tre supera la soglia del 50% dei voti, il segretario verrà eletto dall'Assermblea. Settemila i seggi in Italia, 163 all'estero. Urne chiuse alle 20.

Code ai seggi, big al voto. Lunghe code stamani ai seggi fin dalle prime ore del mattino. Veltroni il primo. Il primo a votare alle primarie, tra i volti noti del Pd, è stato Walter Veltroni. L'ex segretario si è recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprime la sua preferenza. In mattinata a Roma il voto di Paolo Gentiloni, poi quelli di Luca Zingaretti e Roberto Giachetti. Maurizio Martina vota invece nella sua città, a Bergamo. Carlo Calenda vota e fa lo scrutatore in mattinata nel Gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma, mentre Matteo Renzi dovrebbe votare in giornata alla Leopoldina, a Firenze. Il leader storico dell'Ulivo Romano Prodi a Bologna.
 
Zingaretti vota. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd, ha votato per le Primarie al gazebo di Piazza Mazzini, a Roma. Complice la giornata di sole, Zingaretti si è tolto giacca e maglione, rivelando una maglietta con la scritta: 'If something is worth fighting for, you stand and you fight. So, Ìm standing' ('Se c'è qualcosa per cui vale la pena combattere, ti alzi e combatti. Quindi, sono in piedì). Il governatore si è messo in coda con gli altri elettori: «Abbiamo chiesto fiducia e passione - ha detto arrivando - mi sembra che ci sia una risposta straordinaria in tutta Italia. È un bellissimo segnale. Con la fiducia e la passione si può ricostruire una bellissima rivoluzione democratica al servizio dell'Italia, che ha dato segnali inequivocabili, ha portato al governo un esecutivo su cui c'erano grandi aspettative. È il tempo di ricostruire e di cambiare, quello che occorreva è questa immensa passione per gli italiani. Comunque vada è un grazie immenso, era quello di cui c'era bisogno».

Sede veneta imbrattata con svastiche. La sede del circolo PD di Campalto (Venezia), che è anche sede di seggio per le primarie, è stata imbrattata la notte scorsa con svastiche e frasi inneggianti a Mussolini. I responsabili del circolo dopo essersi accorti stamane dell'accaduto hanno presentato denuncia alle forze dell'ordine. «La risposta più forte e immediata - è il commento dei democratici - sta nella partecipazione di quanti più cittadini possibile al voto».

Calenda invia ciambelle. Due ciambelle fritte con tanto di dedica a penna sulla busta di carta («daje Paolo, un po' di zuccheri»): è il dono inviato dall'ex ministro Carlo Calenda a Paolo Gentiloni, in occasione della giornata delle Primarie del Pd. Calenda, impegnato come scrutatore a piazza del Popolo, a Roma, ha affidato il pacchetto a uno dei fotografi oggi impegnati nella copertura delle operazioni di voto, che lo ha portato a via Goito, nei pressi della Stazione Termini, dove l'ex premier ha votato. «Gli fa bene, ci tengo... io scherzavo, gli faccio portare i cornetti perché gli voglio bene» ha detto Calenda ai fotografi. «Grande... - ha reagito ridendo Gentiloni ricevendo il dono - grazie... ah, ma sta là Carlo? Fa lo scrutatore? Scruta... stupendo. Non le apro perché i politici che 'magnanò non vanno bene...». Gentiloni ha affidato i dolci alla moglie che lo accompagnava, «che è più in forma» ha aggiunto con un sorriso.

Renzi: chi vincerà avrà il mio appoggio. «Chiunque vinca le primarie avrà il sostegno degli altri, e credo che tutti insieme da domani si debba lavorare contro questo governo di incompetenti che sta mettendo in ginocchio l'Italia. Abbiamo sempre detto tutto quello che dovevamo dire a viso aperto, qualcuno ci ha fatto la guerra all'interno del partito e siamo stati vittime del fuoco amico ma abbiamo sempre detto che non avremmo fatto agli altri quello che abbiamo subito noi». Lo ha detto il senatore Matteo Renzi, a margine della sua votazione alle primarie, questa mattina, in un seggio allestito in piazza Tasso a Firenze.
Domenica 3 Marzo 2019, 09:07
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